Nel corso di un convegno promosso dal Gal Valle Umbra e Sibillini, a Norcia, in Umbria, è stato presentato il vino ‘Pecorino’, nato grazie al recupero di alcune ‘vigne eroiche’ e alla dedizione dei viticoltori locali.
In Valnerina è ripresa la produzione di vino dal ‘Pecorino’, pregiato vitigno a bacca bianca storicamente coltivato nel Centro Italia.
Questo è stato possibile grazie al recupero di alcune ‘vigne eroiche’ nell’ambito del programma ministeriale Vi.Va., che promuove la sostenibilità del comparto vitivinicolo italiano, e all’impegno di alcuni produttori vitivinicoli locali che hanno creduto in questa possibilità.
Dopo una fase sperimentale, si è avuta infatti una prima produzione di vino ‘Pecorino’, piccola nelle quantità, ma grande in qualità, e questo importante risultato è stato presentato durante il convegno ‘Viticoltura eroica in Valnerina: sfide climatiche e nuove opportunità per il territorio’, organizzato dal Gal Valle Umbra e Sibillini, a Norcia.
Un momento di confronto tra istituzioni, mondo scientifico, operatori e produttori per ragionare intorno al ruolo strategico della viticoltura per lo sviluppo di quest’area.
Le parole del presidente Gal Valle Umbra e Sibillini, Pietro Bellini: “Questa è un’attività che si è realizzata grazie all’impegno di alcune aziende che hanno creduto in questo progetto e quindi iniziamo questo percorso”.
“È un percorso interessante – ha evidenziato Bellini – ancora difficile, che va ad implementare tutte le produzioni già certificate, e non solo, di cui il paniere della Valnerina dispone, un paniere ricchissimo, quindi inserire anche un vino all’interno di questo scenario è veramente straordinario e interessante”.

Alla tavola rotonda, moderata dal direttore del Gal Valle Umbra e Sibillini, da David Fongoli, oltre al sindaco di Norcia Giuliano Boccanera e ad alcuni esperti del settore, ha partecipato tra gli anche l’europarlamentare Camilla Laureti.
“È stata un’emozione grandissima – ha sottolineato Camilla Laureti – tornare a Norcia, oggi, dopo qualche mese, rivedere la Basilica, i negozi, le persone, per il centro della città. Per chi ha subito la ferita del terremoto rivederla vivere è una emozione fortissima e questo è il motivo per cui è così importante anche un momento come quello di oggi, in cui parliamo di vino, parliamo di cibo, parliamo di viti, di colture eroiche, e parliamo di territorio perché attraverso il cibo si conoscono, si vivono i nostri territori”.
“In questo momento – ha spiegato l’europarlamentare – è importante perché il cibo è anche l’agricoltura, la viticoltura, è un tramite per far sì che le aree interne rurali del nostro paese possano continuare a vivere e non si debba parlare di aree interne, solo per parlare di spopolamento”.
“Il mio lavoro al Parlamento europeo in Commissione Agricoltura – ha continuato Laureti – è quello di far sì che i finanziamenti, che sono molti, anche se stiamo vivendo un momento delicatissimo per la politica agricola comune, di questa programmazione e la prossima programmazione possano arrivare fino ai nostri territori”.
“Sto lavorando su tre obiettivi – ha ricordato Camilla Laureti – non più e non solo i finanziamenti alle aziende agricole per ettaro, altrimenti i finanziamenti principali arrivano solo a quelle più grandi; finanziamenti alle aziende guidate da donne e giovani perché se non lavoriamo per il rinnovo generazionale non potremo parlare di agricoltura nel futuro; finanziamenti ad hoc per chi mette in campo misure agroecologiche, ma anche rispetto al luogo in cui si trova l’azienda agricola: se è in un’area interna deve essere finanziata dalla Pac e dall’Europa”.
“Il tutto – ha concluso – con l’importante supporto delle antenne del territorio: i Gal”.



