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Venezuela, oltre 80 morti. Trump ora vuole la Groenlandia

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Il bilancio del raid statunitense su Caracas si aggrava, ma intanto il presidente Usa ha apertamente minacciato la Colombia, il Messico e Cuba. E rilancia le proprie mire espansionistiche sul territorio autonomo danese.

È salito almeno a 80 morti, ma si tratta ancora di un dato provvisorio, il bilancio delle vittime dei raid degli Stati Uniti sul Venezuela, nella massiccia operazione militare che ha portato all’arresto di Nicolás Maduro e di sua moglie, Cilia Flores. Il deposto presidente venezuelano si trova attualmente detenuto a New York e per il Venezuela si apre una fase di transizione, con la vice di Maduro, Delcy Rodriguez, nominata ad interim alla guida del Paese dalla Corte Suprema venezuelana.

 

Anche se il passaggio di consegne tra Maduro e Rodriguez sarebbe stato concordato con gli Stati Uniti, la situazione è tesissima. La nuova presidente venezuelana ad interim, durante la prima riunione di gabinetto, si è rivolta a Donald Trump invitando ad una collaborazione pacifica e basata sul dialogo tra i due Paesi. Il presidente statunitense, tuttavia, ha minacciato Delcy Rodriguez, ricordando che gli Stati Uniti ormai controllano il Venezuela e che, se non farà le cose giuste, pagherà un prezzo anche più alto di Maduro.

 

La situazione diplomatica internazionale è sempre più tesa, con la Cina che ha chiesto nuovamente il rilascio di Maduro, condannato l’azione militare statunitense e annunciato di essere pronta a difendere i propri interessi economici in Venezuela, a cominciare dalle riserve petrolifere che il Paese sudamericano esporta principalmente proprio verso Pechino. L’Unione europea, ad eccezione dell’Ungheria di Viktor Orban, in una dichiarazione congiunta ha invitato gli Stati Uniti a rispettare il diritto internazionale e la volontà del popolo venezuelano.

 

E sempre dall’Unione europea arriva una condanna per le recenti dichiarazioni di Donald Trump. Il presidente statunitense, dietro il pretesto del traffico internazionale di droga, ha minacciato a più riprese governi americani poco graditi, come quello di Gustavo Petro in Colombia o quello di Claudia Sheinbaum in Messico, ma anche Cuba che, secondo Trump, senza il petrolio venezuelano, è destinata a indebolirsi fino a crollare.

 

E intanto, sulla base della strategia di sicurezza nazionale, il presidente degli Stati Uniti è tornato a ribadire le proprie mire espansionistiche in Groenlandia. Per gli Usa, la regione autonoma danese è essenziale per la sicurezza e le nuove dichiarazioni di Trump hanno trovato la condanna dell’Unione europea e della stessa Danimarca. La premier danese Mette Frederiksen ha chiesto agli Stati Uniti di interrompere le richieste assurde e le minacce verso un alleato storico, mentre l’Unione europea ha ricordato i principi della sovranità e dell’integrità territoriale, come previsto dalla Carta dell’Onu, esprimendo solidarietà alla Groenlandia e alla Danimarca e ricordando che quest’ultima è alleata degli Stati Uniti attraverso la Nato.

 

 

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