Brasile, verso la COP30 tra speranze e incertezze

Brasile, verso la COP30 tra speranze e incertezze

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Dal 10 al 21 novembre 2025, a Belém, nello Stato del Parà, in Brasile, la COP30. Pichetto Fratin: “Ottimismo per il raggiungimento di un accordo”. 

Dal 10 al 21 novembre 2025, a Belém, nello Stato del Parà, in Brasile, la COP30, cioè la Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici. A presiedere l’importante evento pronto a ospitare i rappresentanti di oltre 190 Paesi in una città simbolo dell’Amazzonia sarà il diplomatico André Corrêa do Lago. Tanti i temi al centro dei negoziati, nonostante un difficile contesto geopolitico segnato da dazi e guerre, per contrastare il riscaldamento globale.

Grande incertezza sul ruolo degli Stati Uniti d’America a causa della loro uscita dagli Accordi di Parigi del 2015 dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Non a caso, proprio a dieci anni di distanza dalla storica firma di questo documento, la COP30, cioè la Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, potrebbe cominciare con qualche difficoltà?

Già nel 2017 gli Stati Uniti d’America abbandonarono gli Accordi di Parigi del 2015. Eppure, nonostante ciò, i negoziati continuarono. Comunque, oggi, ci sono impegni di altri grandi Paesi. Uno su tutti? La Cina che, tra l’altro, ha l’obiettivo di abbattere le emissioni in maniera rilevante entro il 2035. Inutile negare che, però, a livello geopolitico, la situazione è complessa. Fondamentale, nonostante tutto, andare alla COP30, cioè alla Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, con grande determinazione“, dichiara a TeleAmbiente il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.

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