Zero emissioni, turismo sostenibile, crisi climatica, obesità – Tg Ambiente

Tabella dei Contenuti

In questo del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Ue, nuove risorse per promuovere progetti a zero emissioni; 2) Italia-Albania, intesa bilaterale sul turismo sostenibile; 3) Crisi climatica: Italia sempre più fragile; 4) Obesità e crisi climatica, un legame sempre più stretto

 

In questo del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress:

1) Ue, nuove risorse per promuovere progetti a zero emissioni;

 

2) Italia-Albania, intesa bilaterale sul turismo sostenibile: Collaborazione rafforzata tra Italia e Albania per promuovere un modello di turismo sostenibile: è questo il fulcro dell’accordo firmato a Roma dalla ministra del Turismo Daniela Santanchè e dal collega albanese Blendi Gonxhja. L’intesa si inserisce nel quadro della cooperazione strategica definita dal protocollo siglato tra il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il premier Edi Rama, che individua il turismo sostenibile e diversificato” come uno degli assi prioritari di collaborazione. L’accordo punta a sviluppare il potenziale turistico dei due Paesi lungo tutto l’arco dell’anno, favorendo la valorizzazione congiunta del patrimonio culturale, dei territori rurali e delle pratiche agrituristiche. Particolare attenzione sarà rivolta alla promozione di modelli capaci di coniugare tutela ambientale, crescita economica e qualità dell’accoglienza. Nel confronto, i due ministri hanno inoltre sottolineato il ruolo strategico delle destinazioni dell’area Adriatico-Ionica e Balcanica, ribadendo la necessità di iniziative condivise. Al centro del dialogo anche i prossimi passi operativi legati alle proposte emerse nel Forum sul Turismo Italia-Balcani dello scorso luglio, con l’obiettivo di consolidare una rete regionale più competitiva e sostenibile.

3) Crisi climatica: Italia sempre più fragile: In Italia la crisi climatica non è più un’emergenza occasionale, ma una realtà quotidiana che nel 2025 ha mostrato tutta la sua forza. A fotografare la situazione è il nuovo bilancio dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente, realizzato con il Gruppo Unipol. Nel corso dell’anno sono stati registrati 376 eventi meteo estremi, in aumento del 5,9% rispetto al 2024. È il secondo dato più alto degli ultimi undici anni, superato solo dal 2023. A colpire di più sono stati allagamenti da piogge intense, danni da vento ed esondazioni fluviali, ma preoccupa soprattutto l’impennata dei fenomeni legati alle temperature record, quasi raddoppiati in un solo anno. Il Nord Italia è l’area più colpita, seguito da Sud e Centro. Tra le città spiccano Genova, Milano e Palermo. A livello regionale guidano la classifica Lombardia, Sicilia e Toscana. Gli effetti si fanno sentire anche sui trasporti: nel 2025 si contano 24 eventi che hanno causato blocchi e ritardi a treni e trasporto pubblico locale. Una fragilità che ha un costo elevatissimo. Secondo uno studio dell’Università di Mannheim, nel solo 2025 i danni causati da caldo estremo, siccità e alluvioni ammontano a 11,9 miliardi di euro, destinati a salire fino a 34 miliardi entro il 2029 se non si interviene. Legambiente denuncia una risposta ancora insufficiente: mancano una governance nazionale efficace e l’attuazione concreta del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, approvato ma privo delle risorse necessarie. Ancora fermo anche l’Osservatorio nazionale sull’adattamento, fondamentale per coordinare gli interventi sui territori. E poi c’è l’emergenza siccità. Nel Sud Italia, in particolare in Sardegna, Sicilia e Puglia, aziende agricole e allevamenti sono in ginocchio. Pozzi prosciugati, colture compromesse, acqua acquistata a costi insostenibili. In alcune aree si è dovuti ricorrere a irrigazioni di emergenza per salvare produzioni simbolo del territorio. A peggiorare il quadro, il caldo record. Secondo Copernicus, il 2025 sarà il secondo anno più caldo mai registrato, e per la prima volta la media globale triennale potrebbe superare la soglia di 1,5 gradi. In Europa, il cambiamento climatico ha già provocato oltre 16.000 morti in più durante l’estate. «Non sono più ammessi ritardi», avverte Legambiente. Perché il tempo per rincorrere le emergenze è finito: ora servono prevenzione, adattamento e scelte politiche concrete.

4) Obesità e crisi climatica, un legame sempre più stretto: Mangiare meglio non serve solo a stare in salute, ma può diventare anche una delle armi più efficaci contro la crisi climatica. A dirlo è una nuova revisione scientifica dell’Università of Bristol pubblicata sulla rivista Frontiers in Science, che mette in relazione diretta alimentazione, obesità e impatto ambientale. Secondo lo studio, il sistema alimentare dominante – basato su cibi ultraprocessati, ricchi di calorie ma poveri di nutrienti – non solo favorisce sovrappeso e malattie croniche, ma contribuisce in modo significativo alle emissioni di gas serra, al consumo di acqua e suolo, alla perdita di biodiversità e al peggioramento del benessere animale. I ricercatori ricordano che, entro il 2035, una persona su due nel mondo potrebbe essere sovrappeso o obesa. Allo stesso tempo, la produzione di cibo è responsabile fino a un terzo delle emissioni globali, considerando l’intera filiera: dall’uso dei terreni agricoli alla lavorazione, dal trasporto fino al confezionamento. Un dato chiave dello studio riguarda la responsabilità individuale: l’obesità, sottolineano gli esperti, non è una scelta. Le persone, adulti e bambini, sono costantemente esposte a un marketing aggressivo che promuove prodotti economici, comodi e poco salutari. Per questo, affidarsi solo alla forza di volontà non basta. Le soluzioni, secondo gli autori, devono essere sistemiche. Tra le proposte: tassare cibi ultraprocessati e bevande zuccherate per rendere più accessibili gli alimenti sani, introdurre etichette chiare sui rischi per la salute, limitare il consumo di questi prodotti tra i più giovani e promuovere diete ricche di fibre e di cibi poco lavorati, riducendo quelli di origine animale. Perché, conclude lo studio, la salute delle persone e quella del Pianeta sono ormai due facce della stessa medaglia.

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