Papa Francesco, l'appello di OIPA Italia al prossimo Vescovo di Roma

Papa Francesco, l’appello di OIPA Italia al prossimo Vescovo di Roma

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Grande dolore per la scomparsa di Papa Francesco. Taccani (OIPA Italia): “Anche nel prossimo pontificato necessario il rispetto per ogni essere vivente del Creato”.

Grande dolore per la scomparsa di Papa Francesco morto alle 7:35 del 21 aprile 2025 nella Casa di Santa Marta, vicino alla Basilica di San Pietro, nella Città del Vaticano. A causare il decesso dell’88enne Jorge Mario Bergoglio, questo il suo nome prima dell’elezione a Vescovo di Roma il 13 marzo 2013, è stato un ictus cerebrale. A esprimere cordoglio per la perdita del Santo Padre arrivato dalla fine del mondo, nonostante alcune sue passate controverse dichiarazioni sulle famiglie solite preferire i cani e i gatti ai bambini, sono stati anche gli animalisti.

In un contesto storico caratterizzato non solo da una crisi ambientale e da una perdita di biodiversità ma anche da una crescente sensibilità dell’uomo verso gli animali, OIPA Italia auspica che con il prossimo pontificato la Chiesa Cattolica intrattenga sempre di più un cammino capace di rispettare, sensibilizzare e tutelare ogni essere vivente del Creato“, ha dichiarato a Teleambiente Claudia Taccani, Avvocato e Responsabile Sportello Legale dell’Organizzazione Internazionale Protezione Animali (OIPA).

Quando Papa Francesco si scagliò contro le famiglie con animali

Era il 4 settembre 2024, quando Papa Francesco attaccò le famiglie solite preferire i cani e i gatti ai bambini. In occasione di un discorso alle autorità, alla società civile e al corpo diplomatico dell’Indonesia, il Santo Padre, dopo avere sottolineato la mancanza di un effettivo e lungimirante impegno per costruire la giustizia sociale, aveva denunciato la crisi delle nascite. Secondo il Pontefice, uomini e donne, soprattutto negli ultimi decenni, avevano adottato troppi cuccioli e avevano fatto pochi figli.

Anche il 25 novembre 2023, durante un incontro con le popolazioni vittime del terremoto nel Centro Italia nel 2016-2017, Papa Francesco aveva condannato mariti e mogli con coinquilini a quattro zampe in casa: “Sembra che le famiglie preferiscano avere cagnolini o gattini anziché figli. Questa è la cultura veterinaria. State attenti“. Dichiarazione che aveva scatenato le reazioni degli ambientalisti.

L’ennesima esternazione di Papa Francesco su una non meglio definita “cultura veterinaria” in senso denigratorio, un’ideologia dalla quale i fedeli devono mettersi in guardia. (…) È un vero peccato per tutte le famiglie con animali leggere continuamente affermazioni di un Pontefice solito contrapporre esseri viventi gli uni agli altri e solito censurare l’amore per le altre specie“, aveva scritto in una nota l’Organizzazione Internazionale Protezione Animali (OIPA).

Papa Francesco, Di Tizio (WWF Italia): “Ci mancherà”

Che cosa ha rappresentato Papa Francesco per il WWF Italia

Per il WWF Italia Papa Francesco, oltre a essere stato una persona eccezionale, ha rappresentato un punto di riferimento importante e fondamentale. Il motivo principale? Il Santo Padre ha messo in primo piano la salvaguardia della natura, perché l’uomo si salva soltanto se si salva la natura“.

Ma dall’Enciclica Laudato si’ risalente a dieci anni fa che cosa è cambiato per la tutela della ricchezza di vita del Globo?

È cambiato molto nell’atteggiamento delle persone, perché c’è un errore di base nell’affrontare le tematiche della crisi ambientale e della crisi climatica. Quale? Quello di pensare l’uomo come una cosa diversa dalla natura. Papa Francesco, invece, ci ha rimesso nella natura. L’uomo, oltre a non essere qualcosa di diverso da essa, non può salvarsi ignorandola o calpestandola come, purtroppo, alcuni decisori politici vorrebbero farci credere. L’uomo, che è immerso nella natura, può salvarsi soltanto se salva la natura stessa. Noi esseri umani siamo una parte della natura. Qualche tempo fa, il WWF Italia ha sottolineato il concetto, attraverso la Campagna “Il Panda Siamo Noi”, perché è la specie umana in pericolo. Il Pontefice, nella sua concezione del Creato messo a disposizione sì dell’uomo, ma del quale l’uomo deve esserne custode, si è molto avvicinato ai nostri temi“.

Occhi puntati, dunque, verso il prossimo Papa.

Papa Francesco ha aperto una strada importante, perché ha messo i problemi sociali accanto ai problemi ambientali. Non si risolvono gli uni se non si risolvono gli altri. Non si può pensare che i problemi sociali siano una cosa e i problemi ambientali siano un’altra cosa. Purtroppo, problemi sociali e problemi ambientali sono due facce della stessa medaglia. Una medaglia fatta di una crisi da affrontare insieme. Non possiamo permetterci il lusso di perdere tempo con guerre oppure con battaglie ideologiche. Oggi più che mai l’umanità è chiamata a un impegno generale. Questa cosa Papa Francesco l’aveva ben capita. Speriamo che il suo successore andrà avanti sulla sua stessa linea. Se le spinte negazioniste presenti perfino all’interno della Chiesa Cattolica avranno la meglio, Jorge Mario Bergoglio mancherà non solo al WWF Italia, ma anche all’intera umanità“.

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