Strage di Capaci, 33 anni dopo. Il Municipio Roma VI delle Torri ricorda Falcone

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Il prossimo venerdì 23 maggio saranno trascorsi 33 anni dalla strage di Capaci. L’attentato messo a punto da Cosa Nostra e dai suoi complici che uccise uno dei simboli della lotta alla mafia, Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco di Cillo e Antonio Montinaro. Cinquecento chili di tritolo nascosti sotto l’asfalto per impedire che Giovanni Falcone fosse nominato superprocuratore nazionale antimafia.

In occasione del 33esimo anniversario della strage, il Municipio Roma VI delle Torri ha promosso, presso il Teatro di Tor Bella Monaca, un incontro per coinvolgere gli studenti del territorio in un momento di condivisione e riflessione, attraverso le testimonianze di chi ha combattuto in prima linea la lotta alla criminalità.

“È il nostro secondo evento che facciamo per ricordare la strage di Capaci – ha dichiarato il Presidente del Municipio Roma VI delle Torri, Nicola Franco – ancora una volta è stata partecipata, non solo dai ragazzi dei nostri Istituti scolastici ma anche dai rappresentanti delle Istituzioni. Quindi, un segnale importante in un territorio particolare”.

“È importantissima la presenza dei ragazzi. I ragazzi devono conoscere queste storie, devono conoscere chi si è sacrificato per loro, per la loro crescita – ha dichiarato il Prefetto di Roma, Lamberto Gianniniperché la legalità significa dare a tutti le pari opportunità e i pari diritti ed i ragazzi hanno bisogno di questo. E quindi riuscire a conoscere queste storie e ricordarle significa far capire quanto è importante poter esercitare la propria libertà. Libertà di studiare, libertà di vivere bene e libertà di non essere presi da fenomeni come quello della droga, perché essere presi da quei fenomeni significa entrare in un vortice, in una macchina che non fa altro che creare delle vittime e arricchire dei criminali e arricchire la mafia”.

L’evento, che si è aperto con la deposizione di 19 rose rosse sugli scalini della ‘Scala della Legalità’ che riportano i nomi delle vittime della Mafia e della Criminalità organizzata, ha visto la partecipazione del Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, del Procuratore generale di Roma, Giuseppe Amato, dell’On. Chiara Colosimo, Presidente della Commissiona parlamentare Antimafia, del Vicepresidente della Camera dei Deputati, Fabio Rampelli e di Giuseppe Anselmo Lo Presti della Scorta di Falcone.

“È importante che i giovani di oggi che non l’hanno vissuto, sappiano che cos’è successo per la loro libertà – ha dichiarato Giuseppe Anselmo Lo Presti – perché è importante stare nella legalità, legalità e libertà di essere liberi, di non subire ricatti, minacce. Ecco io sono un portatore di un’eredità un po’ pesante, scomoda – un po’ per tanti – Giovanni Falcone, che si è sacrificato insieme alla moglie, ai colleghi della scorta per la libertà. E io mi auguro che i giovani di Tor Bella Monaca l’abbiano capito questo”.

 

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