Microplastiche, secondo uno studio inaliamo 68mila particelle al giorno

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Secondo lo studio dell’Università di Tolosa, in Francia, in casa e in auto potremmo inalare fino a 68.000 microplastiche al giorno: 100 volte in più rispetto alle stime precedenti.

Le microplastiche si trovano ovunque nell’ambiente. Le minuscole particelle di plastica, di dimensioni inferiori ai 5 millimetri, hanno invaso acque, terreni, aria e persino molti organi del corpo umano. E, secondo quanto riporta uno studio recente condotto dall’Università di Tolosa, in Francia, ne inaliamo una quantità maggiore di quanto si pensasse in precedenza: fino a 100 volte di più. L’ultimo rapporto Future Brief della Commissione europea stimava che – per inalazione o ingestione – nell’organismo finivano dalle 39.000 alle 52.000 particelle di microplastica all’anno.

La ricerca, guidata da Nadiia Yakovenko e pubblicata sulla rivista PLOS One, ha dimostrato che la cifra è decisamente più alta, sottolineando ancora una volta l’ubiquità di questi inquinanti e sollevando preoccupazioni sui potenziali effetti negativi per la salute umana. Le ricerche precedenti si sono concentrate su particelle più grandi, con diametro dai 20 ai 200 millimetri, che hanno meno probabilità di entrare nei polmoni.

Yakovenko e i colleghi dell’ateneo francese, si sono concentrati sull’analisi di particelle più piccole, raccogliendo campioni d’aria dai loro appartamenti e dalle loro auto per comprendere meglio il rischio di inalazione di microplastiche.

Attraverso la spettroscopia di Raman, i ricercatori hanno misurato la concentrazione di particelle – comprese quelle di diametro tra 1 e 10 micrometri – in 16 campioni d’aria. Dall’analisi è emerso che la concentrazione media di microplastiche rilevate nei campioni d’aria degli appartamenti era di 528 particelle per metro cubo, e nelle auto di 2.238 particelle per metro cubo. Il 94% delle particelle rilevate era inferiore a 10 micrometri.

Per quanto riguarda la composizione dei frammenti, sono stati identificati 10 diversi tipi di polimeri negli ambienti analizzati. Negli appartamenti, le microplastiche erano composte principalmente da PE (76%) seguito da PDMS (6,3%), PA (5,6%), PP (4,2%), PET (4,2%), PHB (1,4%), polibutilene tereftalato (PBT: 1,4%), polistirene (PS: 0,7%) e acrilonitrile butadiene stirene (ABS: 0,7%). L’elevata concentrazione di polietilene (PE) può essere dovuta al fatto che la più comune tra le materie plastiche.

Nelle automobili, invece, il polimero più diffuso era il PA (25%), seguito da ABS (19%), PE (19%), PET (14%), PP (8%), PDMS (8%), PS (3%) e cloruro di polivinile (PVC: 3%). PA e PE, rispettivamente poliammidi e polietilene, compongono i tessuti comuni per i rivestimenti delle auto, mentre ABS e PET, Acrilonitrile butadiene stirene e polietilene tereftalato, sono polimeri comuni per cruscotti e pannelli interni. Secondo i ricercatori, dunque, all’interno delle auto sarebbe l’usura la principale fonte di esposizione alle microplastiche.

Una volta individuate quantità e concentrazione, i ricercatori hanno poi combinato i risultati con i dati pubblicati in precedenza sull’esposizione alle microplastiche negli ambienti chiusi, stimando che gli adulti inalano circa 3.200 particelle al giorno con un diametro compreso tra 10 e 300 micrometri e 68.000 particelle di diametro compreso tra 1 e 10 micrometri al giorno: 100 volte di più rispetto alle stime già effettuate per le esposizioni a frammenti di piccolo diametro.

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Concentrazioni di microplastiche negli ambienti chiusi. Crediti: Nadiia Yakovenko, CC-BY 4.0

Quanto emerso dalla ricerca suggerisce che i rischi per la salute dovuti all’inalazione delle microplastiche nei polmoni potrebbero essere maggiori di quanto creduto finora.

Saranno necessarie ulteriori ricerche per confermare e approfondire questi risultati. Gli autori hanno aggiunto: “Abbiamo scoperto che oltre il 90% delle particelle di microplastica presenti nell’aria interna, sia nelle case che nelle auto, era inferiore a 10 m, sufficientemente piccole da essere inalate in profondità nei polmoni. Questo è stato anche il primo studio a misurare le microplastiche nell’abitacolo di un’auto e, nel complesso, abbiamo rilevato concentrazioni indoor fino a 100 volte superiori alle precedenti stime estrapolate, rivelando che l’aria indoor è una delle principali e precedentemente sottovalutate vie di esposizione all’inalazione di microplastiche da particolato fine.

“Ovunque guardiamo, troviamo microplastiche, persino nell’aria che respiriamo nelle nostre case e nelle nostre auto. La preoccupazione maggiore è quanto siano piccole queste particelle, completamente invisibili a occhio nudo. Ne inaliamo migliaia ogni giorno senza nemmeno rendercene conto. Nelle profondità dei nostri polmoni, le microplastiche rilasciano additivi tossici che raggiungono il nostro sangue e causano molteplici malattie”, hanno concluso i ricercatori.

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