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Castelli Romani, oltre 100 persone alla Carovana per difendere i laghi

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Cittadini di tutte le età si sono riuniti per percorrere insieme i 15 chilometri che separano il Lago Albano da quello di Nemi. Un movimento indipendente e nato dal basso per difendere la biodiversità e le risorse in un territorio ancora troppo martoriato dal consumo di suolo e da una crisi idrica che negli ultimi decenni sono apparsi inarrestabili.

Una buona partecipazione di pubblico per la Carovana per la sostenibilità e per la pace, organizzata dal Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani nella mattinata di sabato 18 ottobre. Oltre cento persone di tutte le età, infatti, hanno percorso i 15 chilometri che separano il Lago Albano e il Lago di Nemi, non solo per trascorrere qualche ora immersi nel patrimonio naturalistico del territorio, ma anche e soprattutto per sostenere il Piano per i laghi dei Castelli Romani proposto e promosso dalle associazioni ambientaliste della zona.

Un vero e proprio movimento dal basso si è attivato per difendere la bellezza e la biodiversità del territorio. Va ricordato che il Piano per i laghi, elaborato dal Comitato scientifico del Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani, si articola in varie misure che possono essere sintetizzate in due pilastri assolutamente fondamentali: la riduzione del 30% dei consumi idrici ad uso civile, industriale e artigianale, oltre allo stop al consumo di suolo e a nuove cementificazioni. Inoltre, viene proposto anche un programma completo di salvaguardia degli habitat lacustri e delle zone umide di tutto il territorio. Un Piano che posa su solide basi scientifiche e ambientali, e che propone una visione concreta per il futuro dei laghi del territorio del Vulcano Laziale.

Cittadini, associazioni, comunità religiose e realtà sociali si sono ritrovati in un percorso, simbolico e concreto, di impegno collettivo per la tutela del territorio. Proprio per questo, il Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani ha voluto ringraziare tutte le realtà che hanno reso possibile la Carovana per la sostenibilità e per la Pace:
– la Carovana dell’Ecosostenibilità e la Commissione Globalizzazione e Ambiente (GLAM), che hanno scelto il territorio dei Castelli Romani come prima tappa nazionale;
– gli Scout Avventisti e le comunità delle chiese;
– i volontari di Radici Erranti, che hanno elaborato il percorso tra boschi e laghi;
– le associazioni Arco di Diana, La Roscia, gli Ambientalisti e Antispecisti dei Castelli Romani;
– la Cooperativa di Comunità CastellAmo che hanno messo a disposizione alcune e-bike;
– ValeBistrot e Radici per l’ospitalità;
– le associazioni aderenti Legambiente Il Riccio, Laudato Si’, Le Erbe della Luna, Alberi in Periferia, Aprilia Libera, Guardiani delle Foreste e VallePerdua.

Come hanno tenuto a ribadire gli organizzatori, la Carovana in difesa dei laghinon è stata una semplice escursione aperta a tutti i cittadini, bensì una dimostrazione di forza civile e comunitaria, un gesto collettivo per la difesa dell’ambiente, dell’acqua e della vita. Il segnale è stato chiaro: dai Castelli Romani nasce un movimento indipendente, costruttivo e determinato, che cammina, passo dopo passo, per il futuro dei nostri laghi e delle nostre foreste“.

L’impegno delle associazioni del territorio è fondamentale per i Castelli Romani, che vedono il livello dei loro laghi abbassarsi drammaticamente ogni anno (con conseguenze gravissime non solo sull’approvvigionamento idrico, ma anche sulla qualità delle acque dei laghi) e sono afflitti da un consumo di suolo inarrestabile. Le conseguenze a livello ambientale sono già drammatiche, e come se non bastasse, un ulteriore deterioramento potrebbe arrivare dal futuro termovalorizzatore di Roma. La recente notizia dell’annullamento di un parere positivo, da parte della Regione Lazio, sui consumi idrici dell’impianto farebbe ben sperare gli ambientalisti dei Castelli Romani. La falda acquifera è già in profonda sofferenza e un termovalorizzatore come quello che Roma Capitale vorrebbe costruire in zona Santa Palomba richiederebbe di attingere ulteriori, enormi volumi d’acqua per garantirne il raffreddamento e, quindi, il funzionamento nel suo complesso.

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