I dati relativi al 2024: in Italia continua a crescere la produzione di rifiuti urbani, ma anche la percentuale di raccolta differenziata. Il Sud, a livello generale, fa grandi passi in avanti e inizia finalmente a ridurre il gap, storico e strutturale, rispetto al Centro e soprattutto al Nord. Il nostro Paese è sempre più vicino a raggiungere gli obiettivi europei, ma resta ancora molto da fare, anche perché nel 2030 e nel 2035 quegli stessi obiettivi saranno più ambiziosi.
In Italia cresce la produzione nazionale dei rifiuti urbani, ma anche la percentuale di raccolta differenziata un po’ ovunque. Questo il principale dato positivo che emerge dal Rapporto Rifiuti Urbani 2025, relativo all’anno 2024, redatto e presentato ufficialmente dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). E finalmente, si intravedono i risultati anche nelle Regioni del Sud, storicamente attardate rispetto al Centro e soprattutto al Nord, con la media di raccolta differenziata che raggiunge e supera di poco il 60%. Un dato che contribuisce a portare la media nazionale al 67,7%: sono sempre le Regioni del Nord a fare meglio, a cominciare da Emilia-Romagna e Veneto, ma è da menzionare il grande risultato della Sardegna che ha una quota di raccolta differenziata pari al 76,6%. Nel complesso, sono 13 su venti le Regioni italiane che hanno superato l’obiettivo del 65%.
“Nel 2024 la produzione di rifiuti arriva a 29,9 milioni di tonnellate, con una crescita del 2,1% rispetto al precedente anno. Importanti sono gli obiettivi di raccolta differenziata raggiunti: a livello nazionale siamo al 67,7%, mentre in alcune Regioni, come Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e Sardegna si arriva intorno al 75% e oltre” – ha spiegato Andrea Massimiliano Lanz, ricercatore ISPRA e curatore del Rapporto Rifiuti Urbani 2025 – “Un obiettivo importante da conseguire è quello del riciclo dei rifiuti urbani: nel 2024 siamo al 52,3%, l’obiettivo da raggiungere per il 2025 è il 55%. Siamo sulla buona strada, ma ancora dei passi in avanti vanno fatti in tal senso, soprattutto considerando che al 2030 e al 2035 gli obiettivi saranno ancora più ambiziosi, arrivando ad un tasso fino al 65%“.
“Il nostro Paese produce quasi 30 milioni di tonnellate annue di rifiuti solidi urbani, ma nel complesso più del 70% dei Comuni raggiunge livelli superiori al 65% di raccolta differenziata” – il commento di Stefano Laporta, presidente di ISPRA – “È un segnale incoraggiante, che ci fa capire che stiamo andando verso la giusta direzione, anche se un cammino resta da fare, non solo per raggiungere livelli e performance più elevati, ma anche per andare nella direzione della sostenibilità e dell’economia circolare, implementando il riciclo, il recupero dei materiali e anche la prevenzione“.
“Il Rapporto Rifiuti Urbani relativo al 2024 ci racconta di un’Italia che cresce ancora nella raccolta differenziata. Superiamo il 66% ma si riduce anche il gap che esiste tra il Centro e il Sud dell’Italia. Stiamo migliorando anche sul fronte del riciclo dei rifiuti urbani, ma dobbiamo fare ancora di più per raggiungere entro il 2025 questo obiettivo che ci è stato affidato dall’Unione europea” – ha spiegato Maria Siclari, direttrice generale di ISPRA – “La strada è già stata intrapresa e i risultati possono essere raggiunti migliorando nella raccolta differenziata e dotando le Regioni, che non hanno ancora un adeguato sistema impiantistico, di impianti per il trattamento dei rifiuti che provengono dalla raccolta differenziata“.
♻️#Rifiuti urbani: nel 2024 produzione in aumento del 2,3%.
Cresce la raccolta #differenziata, le Regioni del Sud accelerano e riducono il divario con quelle del Centro e del Nord.Pubblicato il nuovo Rapporto ISPRA Rifiuti Urbani.https://t.co/KzepQl0iQE pic.twitter.com/lSCICJz3rS
— ISPRA – Ist. Sup. Protezione e Ricerca Ambientale (@ISPRA_Press) December 11, 2025
Nel nuovo numero di #AmbienteInforma di questa settimana, la newsletter di #Snpa, parliamo di:
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Presentazione del Rapporto #rifiuti urbani 2025 di @ISPRA_Press
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