La riforma della Corte dei Conti e la nomina dell’ex senatrice Alessandra Gallone alla guida di Ispra hanno provocato nuovi scontri tra maggioranza e opposizione.
Prima la riforma della Corte dei Conti, poi una nomina controversa alla guida dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra). Con due mosse in pochi giorni, il governo ha deciso di ribaltare l’equilibrio di poteri tra varie istituzioni, a cominciare proprio dall’organo di controllo della magistratura contabile. Non mancano le polemiche, considerando che la Corte dei Conti è stata recentemente attaccata da diversi esponenti della maggioranza dopo aver bloccato l’iter per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. E anche la nomina dell’ex senatrice di centro-destra, Maria Alessandra Gallone, alla guida dell’Ispra, ha causato proteste tra le opposizioni.
La riforma della Corte dei Conti
In tutta fretta, dal momento che dal 2026 sarebbe scaduto lo scudo erariale che protegge dalle responsabilità contabili in caso di colpa grave, la riforma della Corte dei Conti è stata approvata in via definitiva dal Senato (con 93 voti favore, 51 contrari e cinque astenuti). Una mossa che ha suscitato critiche da parte delle opposizioni (eccetto Italia Viva, che in Senato si è astenuta) ma anche dell’Associazione Nazionale Magistrati.
Tra le misure più controverse, e criticate dall’Anm, il nuovo tetto massimo ai risarcimenti dovuti da chi viene giudicato colpevole di danno erariale. Gli amministratori a tutti i livelli, infatti, dovranno risarcire al massimo il 30% del danno causato oppure, se la cifra è più bassa, il doppio del proprio stipendio. La quota restante sarà tutta a carico delle casse dello Stato e, quindi, sarà sostenuta dai contribuenti. Inoltre, viene stabilito un limite temporale entro il quale la Corte dei Conti potrà operare: se una qualsiasi amministrazione chiede un parere ai magistrati contabili e questi non si pronunciano entro 30 giorni, scatterà il silenzio-assenso e quindi sarà certificato come un parere positivo che esonera gli amministratori da ogni responsabilità. Questo silenzio-assenso sarà applicato a tutti gli atti politici e amministrativi obbligatoriamente sottoposti a controllo preventivo. Di fatto, aumenteranno le richieste presentate alla Corte dei Conti, senza che per questa siano previsti incrementi di organico, e sarà difficile esaminare nel giro di un mese tutti gli atti.
Molto controverso anche il destino del controllo concomitante, quello che la Corte dei Conti già esercita in corso d’opera dal 2009: potrà scattare solo se in caso di esplicita richiesta dei vari organi politici, altrimenti non sarà possibile (come già accade, per volontà del governo, per tutti gli atti relativi al Pnrr).
Le reazioni
Non è la prima volta che tra il governo e la Magistratura, compresa quella contabile, ci siano dei punti di conflitto. Diventati fin troppo evidenti poche settimane fa, quando la Corte dei Conti ha bloccato l’iter per la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Anche per questo, la maggioranza esulta per la riforma. “L’avevamo più volte richiesta, in quanto il meccanismo di azione ha mostrato negli anni numerose problematiche che vanno oltre la cosiddetta paura della firma. Questa riforma fornisce chiarezza a chi opera nella pubblica amministrazione, rendendo prevedibili gli eventuali effetti dannosi collegati all’esercizio di un potere amministrativo, è un passaggio storico importante“, il punto di Forza Italia e della Lega.
Diverse le opinioni delle opposizioni, con il senatore del Pd, Antonio Misiani, che denuncia: “Un attacco frontale ai controlli di legalità e all’equilibrio dei poteri, la Corte dei Conti viene punita per aver fatto semplicemente il proprio lavoro“. Anche il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra criticano la riforma, con il senatore di Avs, Peppe De Cristofaro, che ha commentato così: “Dopo aver abrogato il reato di abuso d’ufficio, ora l’ossessione della destra colpisce la Magistratura contabile. Alla destra infastidiscono i controlli, considerati un freno, e oggi arriva un altro tassello per indebolire in maniera strutturale le funzioni della Corte dei Conti“.
L’Associazione Nazionale Magistrati, invece, ha commentato così la riforma della Corte dei Conti: “Una pagina buia per tutti i cittadini, un passo indietro nella tutela dei bilanci pubblici, che inaugura una fase in cui il principio di responsabilità nella gestione del denaro dei cittadini risulta sensibilmente indebolito. La riforma incide negativamente sui principi di legalità, responsabilità e buon andamento dell’amministrazione, sanciti dalla Costituzione, e solleva un tema centrale di equità, perché le risorse pubbliche appartengono a tutti e vanno tutelate. Una maggiore efficienza dell’amministrazione non si ottiene riducendo il ruolo della magistratura contabile“.
Il caso Ispra
Intanto, dopo la nomina di due settimane fa e al termine delle audizioni informali presso le Commissioni Ambiente di Camera e Senato, dall’inizio del 2026 Maria Alessandra Gallone, ex senatrice di Forza Italia (dopo aver partecipato anche alla scissione del Pdl che portò alla fondazione di Fratelli d’Italia), sarà la nuova presidente dell’Ispra e succederà a Stefano Laporta (in carica dal 2017). Una nomina che fa molto discutere e che, secondo le opposizioni, consentirà al governo di assoggettare anche un organo tecnico formalmente indipendente (e che già in passato si era tentato di mettere alle dipendenze del Ministero dell’Agricoltura, anche per favorire una deregulation sulla caccia). Non rieletta in Senato alle politiche del 2022, Alessandra Gallone era stata nominata dal ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, come sua consigliera al MASE.
Se in passato, ad essere nominati alla guida dell’Ispra, erano stati tecnici di comprovata esperienza, la nomina del governo Meloni appare indubbiamente più politica, come denunciano i partiti all’opposizione.
Le reazioni al caso Ispra
“Quella nomina apre un gravissimo e pericoloso precedente nella guida dell’organismo tecnico-scientifico più importante, prestigioso e prezioso dello Stato in materia ambientale. Per la prima volta alla guida di Ispra non viene nominato un tecnico o uno scienziato, ma una esponente di partito. Una scelta che rompe una tradizione di autonomia, competenza e indipendenza e che conferma una strategia ormai evidente del governo Meloni: subordinare gli organismi tecnici dello Stato agli indirizzi politici della maggioranza” – l’affondo di Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce nazionale di Europa Verde – “Lo abbiamo già visto con la Commissione VIA-VAS, organo indipendente che valuta progetti, programmi e grandi opere per le infrastrutture del Paese, le cui nomine sono state effettuate un mese prima dell’approvazione del progetto del Ponte sullo Stretto, inserendo profili con curricula che nulla avevano a che fare con la valutazione di opere di tale complessità. Quello che contesto è il metodo: una pratica che mina l’autonomia della scienza e piega gli organismi di controllo a logiche di parte. La nomina di Gallone rischia di mutare profondamente la funzione dell’Ispra, trasformandolo da presidio indipendente di tutela ambientale in un organismo asservito agli indirizzi politici del governo“.
Dello stesso avviso anche il Partito democratico, i cui parlamentari hanno commentato così: “Una nomina politica preoccupante, ennesimo episodio di occupazione di spazi che dovrebbero rimanere autonomi e indipendenti. L’Ispra è il principale organismo scientifico indipendente del Paese su temi come inquinamento, rischio idrogeologico, cambiamenti climatici e tutela della biodiversità. Affidarne la guida a chi non ha una formazione scientifica specifica e che in questi anni, al fianco del ministro Pichetto, ha avallato tagli significativi di risorse all’Istituto è una scelta che allarma e non garantisce la terzietà dell’Ente. Ancora una volta il governo vuole indebolire il ruolo della scienza e della ricerca nel nostro Paese“.
Di diversa opinione gli esponenti della maggioranza e, in particolare, i colleghi di partito di Alessandra Gallone. Pino Bicchielli, deputato e presidente della Commissione parlamentare sul rischio idrogeologico e sismico in Italia, passato da Noi Moderati a Forza Italia poco più di tre mesi fa, ha respinto così le critiche: “La nomina garantisce equilibrio tra rigore scientifico, visione politica e capacità di dialogo con i territori. Un elemento essenziale in una fase storica in cui il Paese è chiamato a passare con decisione dalla gestione dell’emergenza a una strategia strutturale di previsione e resilienza. Sono certo che si potrà rafforzare una collaborazione istituzionale leale e costruttiva tra il Parlamento e l’Ispra, nell’interesse della sicurezza dei cittadini, della tutela dell’ambiente e di uno sviluppo sostenibile e responsabile dell’Italia. Buon lavoro alla presidente Gallone, il suo impegno sarà un valore aggiunto per il Paese“.
Della stessa opinione dell’onorevole Bicchielli, anche Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia e componente della Commissione Ambiente di Montecitorio, che replica così alle critiche delle opposizioni: “Una nomina di rilievo e di prestitio, in un Istituto di fondamentale importanza che continuerà ad essere un supporto concreto e fattivo all’azione di governo. Alessandra Gallone saprà guidarlo con competenza, autorevolezza, scienza e conoscenza, applicandola alla tecnologia e garantendo i diritti di tutti i soggetti coinvolti anche cittadini e imprenditori, portando avanti i principi garantisti e liberali che la contraddistinguono. Le critiche arrivate dalla maggioranza sono preconcette, prima di parlare dovrebbero fare esame di coscienza e verificare quanti soggetti di partito terminata esperienza istituzionale sono andati a ricoprire cariche del genere“.


