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Medicina rigenerativa, il potenziale delle cellule staminali

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La scienza ha già fatto grandi passi in avanti, ma c’è ancora un potenziale poco esplorato: quello di usare l’energia fisica delle cellule staminali per indurre una maggiore capacità di guarigione senza dover trapiantare cellule o tessuti. Sembra fantascienza, ma è semplicemente ricerca, come spiega anche il professor Carlo Ventura, già docente di Biologia Molecolare all’Università di Bologna e oggi direttore del Laboratorio Nazionale di Biologia Molecolare e Bioingegneria delle Cellule Staminali – Istituto Nazionale Biostrutture e Biosistemi (INBB).

Sul fronte della medicina rigenerativa, il ricorso alle cellule staminali è uno strumento preziosissimo e la scienza, negli ultimi anni, ha fatto grandi passi in avanti. Eppure, il potenziale è ancora in parte inesplorato e, per certi versi, anche impensabile: queste cellule di base possono essere opportunamente indirizzate per trasformarsi in cellule specifiche all’interno dell’organismo umano, favorendo la capacità di guarigione. A spiegare tutte le nuove, e quasi ‘fantascientifiche’, opportunità è il professor Carlo Ventura, già docente di Biologia molecolare all’Università di Bologna e oggi direttore del Laboratorio Nazionale di Biologia molecolare e Bioingegneria delle Cellule Staminali – Istituto Nazionale Biostrutture e Biosistemi (INBB). Il professor Ventura è stato tra i più autorevoli relatori della 2ª Conferenza Internazionale di Medicina Ambientale e illustra così il presente, e il futuro, della ricerca.

L’argomento che abbiamo trattato riguarda la medicina rigenerativa e un approccio di frontiera che si basa sul fatto che tutte le nostre cellule, somatiche e staminali, emettono energie fisiche. E quindi usano radiazioni elettriche, elettromagnetiche, vibrazioni meccaniche e la stessa luce (quindi una attività biofotonica) per comunicare il loro stato di salute o il loro stato di sofferenza” – ha spiegato il professor Carlo Ventura a TeleAmbiente – “E quindi questo messaggio, diciamo così vibrazionale, può essere decifrato per trovare quelle che noi chiamiamo firme vibrazionali in grado di guidare la trasformazione delle nostre cellule staminali verso destini ben precisi. Quindi una cellula staminale, che è una cellula ancora indifferenziata e che ha ancora tante scelte da fare, può essere in qualche modo guidata, attraverso ad esempio una radiazione luminosa opportunamente pulsata, fino a diventare una cellula miocardica, un neurone, una cellula ossea, una cellula cartilaginea o una cellula del tessuto adiposo“.

Queste energie sono altamente diffusive, quindi penetrano nei tessuti e possono andare a ottimizzare la capacità rigenerativa di guarigione delle cellule staminali che abbiamo residenti in ogni tessuto del corpo umano” – ha aggiunto il professor Ventura – “Questo è un approccio che non necessita del trapianto di cellule o tessuti, ma si basa sul potenziamento del nostro intrinseco potenziale di autoguarigione“.

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