Il bilancio delle vittime si aggrava, con le operazioni di soccorso sempre più complicate per gli effetti delle alluvioni dei giorni scorsi.
Si aggrava il bilancio delle vittime della frana che ha colpito la provincia di Giava Occidentale, in Indonesia, la scorsa settimana. Nella reggenza di Bandung Occidentale, infatti, sono almeno 70 i morti, ma manca all’appello ancora un numero imprecisato di persone. Si teme, infatti, che i dispersi siano più dei dieci dichiarati ufficialmente dalle autorità, e in diverse località le comunicazioni sono interrotte. Dei 70 corpi recuperati, solo 49 sono stati identificati e restituiti alle loro famiglie.
Le ricerche sono così complicate, a causa degli effetti delle inondazioni dei giorni scorsi, nonostante l’impiego di oltre 3.700 operatori, cani da ricerca e mezzi pesanti. Il terreno, dopo le alluvioni, è sempre più impervio e diverse abitazioni sono state travolte, e in alcuni casi spazzate via, dal fango e dai detriti.
Come se non bastasse, su tutto lo Stato insulare asiatico il meteo non migliora. Preoccupa la situazione anche nella provincia di Giava Orientale, dove le piogge sono sempre più abbondanti e i venti sempre più forti. Terrificante l’esperienza vissuta sabato scorso, 31 gennaio, da alcuni bambini, insieme ai loro genitori, a Mojokerto, nel corso di una visita guidata per l’orientamento in un collegio islamico: le raffiche di vento, a oltre 100 chilometri orari, hanno danneggiato la scuola, scoperchiando parte del tetto e spazzando via anche alcuni infissi. Danni ingenti anche a diverse abitazioni nella stessa zona, e nel corso dell’autunno e dell’inverno queste scene, in Indonesia, sono destinate a ripetersi sempre più spesso e sempre con maggiore intensità.


