L’unione tra la città di Terni e quella di Cremona, nata grazie alla siderurgia, viene sancita simbolicamente anche attraverso la creazione del PanTorrone, un dolce che crea una golosa sinergia tra il panpepato ed il torrone.
Domenica 15 febbraio alle ore 17, presso la Sala delle Coppe del Circolo Lavoratori Terni verrà presentato un progetto gastronomico senza precedenti: il PanTorrone.
L’iniziativa, che è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa, a cui sono intervenuti anche il presidente del Clt e Direttore relazioni Esterne e Istituzionali Arvedi Ast Giovanni Scordo e il presidente di Confartigianato Imprese Terni, Mauro Franceschini, sancisce un gemellaggio ufficiale tra il Torrone di Cremona ed il Panpepato di Terni Igp, unendo le due città da un ponte di dolcezza.

“A Terni, nella settimana di San Valentino – ha detto Mauro Franceschini a TeleAmbiente – riproponiamo il gemellaggio che abbiamo fatto 4 anni fa a Cremona, tra il panpepato ed il torrone. Crediamo sia un ottimo motivo per festeggiare anche il gemellaggio siderurgico tra le due città che oramai c’è da qualche anno”.
“Queste due città – ha aggiunto – sono sempre più vicine e sempre più unite”.
“Quello di domenica – ha ricordato il presidente Franceschini – sarà un incontro tra i pasticcieri di Terni e quelli di Cremona che faranno un piccolo show cooking facendo vedere come hanno unito insieme il panpepato ed il porrone, poi racconteranno la storia dei due dolci e la storia di questo nuovo dolce, che nasce dall’unione dei due”.
A TeleAmbiente il mastro pasticciere Diego Petrelli ha spiegato cos’ è nel dettaglio il PanTorrone: “Il dolce viene realizzato in parte dai produttori ternani che preparano il panpepato”.
“È un panpepato di mezzo chilo – ha spiegato il mastro pasticciere Diego Petrelli – e come sapete il panpepato ha una forma a cupola che diventa quindi l’interno del dolce, il cuore della torta. La torta ha una forma di zuccotto, quindi anche il dolce finale ha comunque una forma a cupola di cui il cuore, è appunto un panpepato da mezzo chilo”.
“Il tutto – ha continuato Petrelli – viene poi ricoperto da torrone morbido, bianco, alle mandorle, sopra viene fatto come ultimo strato, uno spessore di circa 2 mm ancora di panpepato. Questo zuccotto viene poi tagliato a fette, sono circa 40 fette”.
“Il dolce – ha riferito ancora Diego Petrelli a TeleAmbiente – è realizzato dall’azienda dolciaria Rivoltini, un’azienda di Cremona e devo dire che è un dolce molto azzeccato”.
È più buono il Panpepato o PanTorrone?
“Dal punto di vista personale – ha confidato Petrelli – sicuramente il panpepato vince, però è un dolce che funziona. Lo spicchio di PanTorrone, a sua volta, ha una parte di torrone e una parte di panpepato. Per gustarlo al meglio, noi consigliamo di dare prima un morso al panpepato, poi girarlo e mordere il torrone, proprio per creare un bilanciamento tra i due dolci. Tutte le aromaticità più dure, come il pepe, il cioccolato fondente e il caffè, che fanno parte del panpepato, saranno poi bilanciate da tutte le aromaticità più chiare, più dolci, più morbide del torrone, quindi la vaniglia, il miele e l’albume”.
“È nato questo dolce come simbolo di unione – ha concluso Diego Petrelli – e questa unione crea un dolce assolutamente buono e piacevole, che, un giorno, potrebbe funzionare anche al punto di vista commerciale”.


