Gravissime violazioni delle normative ambientali ma anche di quelle del lavoro: per questo motivo, un’azienda che aveva abbandonato scarti di lavorazioni tessili e calzaturiere in strada, è stata sanzionata.
Abbandono di rifiuti tessili e di scarti di lavorazione in sacchi neri di plastica, lavoratori in nero e assenza di ogni misura a tutela della loro salute e sicurezza. Per questo motivo, la fabbrica di un’azienda tessile di Barletta è stata chiusa dalla Guardia di Finanza, a seguito della segnalazione da parte della società in house dei servizi ambientali del Comune.
Una volta ricevuta la segnalazione, le Fiamme Gialle hanno esaminato gli scarti di lavorazione abbandonati in modo indiscriminato in diverse zone della città, riuscendo a risalire all’azienda e informando subito la Procura della Repubblica di Trani. In un primo momento, l’ipotesi di reato si era limitata alla gestione di rifiuti non autorizzata e abbandono di rifiuti non pericolosi, ma i controlli dei finanzieri nella sede dell’azienda hanno successivamente riscontrato la presenza di undici lavoratori non regolari, esposti a gravissimi rischi di salute e sicurezza, come accertato anche dal Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro (SPESAL) di Barletta, che ha disposto la sospensione delle attività produttive, almeno fino ad un totale adeguamento alle normative vigenti.
Nel corso della perquisizione, prima è stato accertato l’abbinamento tra gli scarti di lavorazione presenti nello stabilimento e quelli abbandonati in strada, ma è emerso anche come quell’azienda non avesse mai istituito il registro di carico e scarico di rifiuti e non avesse rispettato l’obbligo di iscrizione al registro elettronico nazionale per la tracciabilità degli stessi. Le indagini, attualmente ancora in fase preliminare, proseguiranno nelle prossime settimane.


