Bocciato un ordine del giorno che sul progetto del Ponte chiedeva ulteriori analisi geologiche e sismiche da parte di Enti di ricerca e istituzioni accademiche indipendenti. Lo ha denunciato Sergio Costa (Movimento 5 Stelle), vicepresidente della Camera e già ministro dell’Ambiente. Solo pochi mesi fa, un altro deputato, Angelo Bonelli (Alleanza Verdi e Sinistra), aveva denunciato che il progetto, risalente al 1997, prevede la costruzione di uno dei piloni sulla faglia di Cannitello, in una delle aree a maggior pericolosità sismica di tutto il Mediterraneo.
Il governo intende tirare dritto sul Ponte sullo Stretto di Messina e arriva anche a ignorare le richieste di verifiche geologiche e sismiche, in una delle aree a maggior pericolosità di tutto il Mediterraneo. Come denunciato da Sergio Costa, già ministro dell’Ambiente e attuale vicepresidente della Camera dei deputati, il governo ha respinto un ordine del giorno che chiedeva analisi aggiornate sulla risposta sismica locale, sulle faglie attive, sul rischio di liquefazione del terreno e su modelli avanzati per valutare gli effetti di un terremoto potente come quello del 1908, che distrusse le province di Messina e Reggio Calabria provocando anche un maremoto che uccise almeno 120 mila persone.
L’ordine del giorno respinto dal governo, analogo a uno già presentato dalla senatrice a vita Elena Cattaneo, chiedeva non di fermare il progetto del Ponte, ma di colmare alcune lacune dal punto di vista geologico e sismico, coinvolgendo anche enti di ricerca e istituzioni accademiche indipendenti in procedure trasparenti di revisione scientifica. Ogni richiesta delle opposizioni ma anche della comunità scientifica cade così nel vuoto, nonostante, come denunciato qualche tempo fa dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, il progetto, risalente al 1997, prevede di costruire uno dei piloni sulla faglia di Cannitello. Una faglia che sarebbe attiva e capace secondo il censimento dell’Ispra, e che invece non sarebbe sismogenetica secondo la Società Stretto di Messina S.p.A. e altri sostenitori del progetto.
“Noi da tempo diciamo che stanno facendo un’operazione contro il Paese, una vera e propria truffa. Sottraggono 14 miliardi e mezzo di euro alle vere priorità del Paese e stanno facendo delle forzature tecniche ma anche giuridiche, a tal punto che anche la Corte di Conti è intervenuta” – ha spiegato Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra – “Al governo vivono gli organi di controllo dello Stato sempre come un peso e non come un contributo per garantire la democrazia nel nostro Paese. Salvini però non ce la farà, e prenderà uno schiaffo sonoro: le prossime settimane saranno molto interessanti da questo punto di vista perché ci saranno sicuramente delle sorprese“.


