Il 28 aprile, in occasione della Giornata mondiale in memoria delle vittime dell’amianto, si è tenuto alla Camera dei deputati un convegno con protagonisti importanti esponenti politici e istituzionali. Un’occasione per fare il punto sul ‘killer silenzioso’ del secolo scorso, che però, a 34 anni dalla legge che lo ha messo al bando in Italia, continua ancora ad uccidere.
Il 28 aprile, in occasione della Giornata mondiale in memoria delle vittime dell’amianto, si è tenuto alla Camera dei deputati un convegno con protagonisti importanti esponenti politici e istituzionali. Un’occasione per fare il punto sul ‘killer silenzioso’ del secolo scorso, che però, a 34 anni dalla legge che lo ha messo al bando in Italia, continua ancora ad uccidere. Si stima che le vittime ogni anno, solo nel nostro Paese, siano ancora circa settemila, e si registrano anche gravi ritardi sul fronte delle bonifiche, considerando infatti che l’amianto è ancora presente in diversi luoghi pubblici e privati, compresi scuole e ospedali.
Nella scorsa legislatura, grazie anche all’impegno dell’allora ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, erano stati stanziati diversi fondi per le bonifiche, ma né dal governo, né dalle Regioni, sono arrivati riscontri su quando e in che misura quei soldi siano stati spesi. Altrettanto incerti e frammentari appaiono anche i dati sui censimenti dei luoghi che necessitano di essere bonificati, rischiando di rendere vana anche ogni azione di prevenzione.
Insieme all’attuale vicepresidente della Camera, al convegno erano presenti anche: Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA); la deputata del Movimento 5 Stelle, Ilaria Fontana; il generale Giampiero Cardillo, membro del Comitato Tecnico dell’ONA; il magistrato Fabio Massimo Gallo e Mara Sabbioni, figlia di Domenico, morto di mesotelioma 30 anni dopo aver respirato fibre di amianto durante il servizio di leva nella Marina Militare.
“La prima cosa da fare dovrebbe essere un censimento di tutti i siti e poi, come priorità, iniziare le bonifiche partendo dalle scuole agli ospedali, passando per altri edifici pubblici. Coinvolgere anche il privato nella bonifica, magari semplificandola, con meno burocrazia. Fare poi accordi anche con Ordini professionali e con le imprese in modo da diminuire i costi della bonifica stessa” – ha spiegato Ezio Bonanni, avvocato e presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e autore del libro ‘Amianto, dalla prevenzione alla bonifica’ – “Poi, per quanto riguarda la tutela medica, investire sulla ricerca sanitaria e al tempo stesso sui controlli, sullo screening e quindi sulla diagnosi precoce, che è molto importante. Questi sono i punti chiave fondamentali da seguire“.
“Noi in tre anni, nei governi Conte I e Conte II, abbiamo iniziato tutto un discorso sull’amianto: parliamo di bonifiche, di 400 milioni stanziati e dati alle Regioni per le bonifiche, di monitoraggio, della Commissione Amianto, di una Direzione generale che si occupasse anche di questo. I risultati stavano iniziando ad arrivare, noi nei due governi Conte abbiamo governato per circa tre anni, ma dopo c’è stato il vuoto pneumatico. Con il governo Draghi non c’è stato nulla, e non dico nemmeno di questo governo” – il punto di Sergio Costa, già ministro dell’Ambiente, deputato del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della Camera – “La vera domanda è un’altra: se si inizia un percorso, e abbiamo ancora 40 milioni di tonnellate di amianto presenti sul territorio e abbiamo ancora 3.500 edifici scolastici pubblici e ospedali con l’amianto all’interno, possiamo immaginare che sia una priorità politica dell’Italia? Non è di destra né di sinistra, è una priorità politica e basta“.
“Questi anni di governo Meloni sono stati proprio persi, perché bisognava solo continuare qualcosa che era già iniziato. Peraltro, con una norma della Commissione Amianto che avevo istituito al Ministero dell’Ambiente che era praticamente pronta. Consideriamo che il presidente di quella Commissione era l’ex procuratore Guariniello, quindi un super esperto. Affinare quella norma, portarla in Parlamento, votarla e farla diventare una norma a beneficio di tutta la nazione, ci avrebbe posto in una posizione di primazia rispetto a tutto il resto del mondo” – ha aggiunto l’onorevole Sergio Costa – “Perché gettare a mare in questi anni un lavoro ben avviato? Questa è la domanda che pongo a me stesso e a chi mi ascolta, che non trova però risposta. Se noi, come Movimento 5 Stelle, dovessimo tornare al governo come vogliamo tra un anno, ricominceremmo daccapo. Riprenderemo quel lavoro, lo porteremo avanti, e daremo una legge, oltre che delle risorse, alla lotta all’amianto e principalmente alla salvaguardia della salute e del territorio“.
“Si parla di palestre, di scuole, di ospedali, di centri di cura dove ci sono i nostri figli, nipoti, familiari. La politica deve dare delle risposte, e deve scegliere quotidianamente, ma si sceglie anche di non dare determinate risposte quando non si hanno. L’amianto è una emergenza silenziosa, come quella dei PFAS, come quella del Keu, come quella dei siti orfani o dei siti di interesse nazionale” – ha spiegato Ilaria Fontana, deputata del Movimento 5 Stelle e già sottosegretaria al Ministero della Transizione Ecologica – “La bonifica deve essere la cura dei nostri territori, delle nostre comunità. Non possiamo permetterci di bypassare, per un mero gioco di finta democrazia tra opposizione e maggioranza, quelli che sono gli obiettivi reali: bonificare i nostri territori“.


