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Clima, ecco il Manifesto dei diritti degli alluvionati

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Dalla Toscana colpita dalla devastante alluvione dei primi di novembre del 2023, una iniziativa inedita in Italia. Il Manifesto dei diritti degli alluvionati è stato presentato anche alla Camera dei deputati, grazie alla deputata di Forza Italia, Erica Mazzetti: “Sappiamo che ‘Mai più alluvioni’ è solo uno slogan, ma oltre ai fondi, le popolazioni colpite hanno diritto a prevenzione, monitoraggio, governance e burocrazia efficienti, e una corretta informazione, soprattutto istituzionale”.

Dalle aree della Toscana colpita dalla devastante alluvione tra il 2 e il 3 novembre 2023, arriva una iniziativa assolutamente inedita in Italia: quella di un Manifesto dei diritti degli alluvionati. Diritti che non si esauriscono con il pur necessario sostegno finanziario di fronte ai danni subiti da famiglie e imprese, ma che riguardano anche altri aspetti: la prevenzione e il monitoraggio dei territori, burocrazia e governance efficienti, ma anche l’informazione, sia tradizionale che istituzionale.

Ad accogliere, alla Camera dei deputati, i comitati dei cittadini delle zone più colpite della piana pratese e fiorentina, è stata l’onorevole Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia, che ha presentato il Manifesto dei diritti degli alluvionati nel corso di una conferenza stampa.

“Intanto, voglio ringraziare tutti i miei concittadini che, con grande coraggio, si sono subito adoperati per fare qualcosa che ci potesse far passare dalle parole ai fatti. Da quel giorno, ho voluto dar loro voce in Parlamento. Noi politici possiamo fare tutte le leggi possibili e immaginabili, ma possiamo dare le risposte necessarie solo con l’ascolto e la partecipazione dal basso. Vedendo quella mattina gli occhi lucidi e la disperazione di quelle persone, che si sono ritrovate senza auto, senza casa, senza la propria azienda, ho capito che dovevamo agire” – il punto di Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia – “Siamo consapevoli che ‘Mai più alluvioni’ è solo uno slogan, ma è nostro dovere, da politici e rappresentanti istituzionali a tutti i livelli, far sì che le persone vengano sostenute anche di fronte al dramma di andare a letto in una sera di pioggia con il timore di non avere più niente la mattina dopo. Abbiamo presentato questo Manifesto, quando mi è stato proposto dai concittadini ho deciso di portarlo subito a Roma. Parla soprattutto dei diritti delle persone, soprattutto in un momento drammatico dove non si può prevedere la dimensione psicologica, dovuta anche a traumi importanti“.

“Soprattutto, questo Manifesto affronta in primis la dignità della persona. Questa è la parte fondamentale: rendere dignità a coloro che hanno dovuto subire qualcosa che non è di loro responsabilità primaria, ma che è della collettività e ricade su alcuni soggetti. Un altro aspetto fondamentale è l’informazione: quando ci sono queste tragedie, non si sa dove recuperare informazioni, come muoversi, dove andare dopo a ottenere i fondi” – ha poi spiegato l’onorevole Erica Mazzetti – “Un altro tema molto importante di questo Manifesto riguarda la manutenzione, ma soprattutto la prevenzione e il monitoraggio. Dobbiamo espandere maggiormente, nel nostro Paese, la cultura del monitoraggio e della prevenzione“.

“C’è poi il problema, fondamentale da risolvere, della governance, non solo in questo caso ma nello specifico si rende ancora più drammatico. Quando accadono queste tragedie, non sappiamo mai chi deve rispondere, perché son tutti bravi a fare i dirigenti, ma quando c’è da risolvere un problema, non si sa mai chi deve risponderne. In questo Manifesto viene affrontata anche la governance, e quindi tutti punti essenziali affinché drammi come questi non accadano più. Sappiamo che è solo uno slogan, ma la politica deve ascoltare la base per risolvere tutti questi problemi” – il commento della deputata di Forza Italia – “Voglio poi replicare a quanto detto dal presidente Giani e da tutta la sinistra toscana, che sono bravi solo a muovere critiche al governo. La mattina successiva all’alluvione, il governo di centrodestra ha decretato immediatamente lo stato d’emergenza, nominando il commissario all’emergenza nella persona di Giani e stanziato i primi fondi. Negli anni, sono stati stanziati oltre 60 milioni di euro, che poi la Regione Toscana è chiamata a gestire. Dalle testimonianze dei cittadini, è molto chiaro e palese che la gestione territoriale non si è svolta in modo corretto, la burocrazia costruita della Regione Toscana ha fatto sì che solo pochissimi potessero accedere a questi finanziamenti“.

“La cosa più preoccupante, che denuncio da tempo e che ho ribadito anche oggi, è che noi, a distanza di quasi tre anni, non abbiamo ancora un commissario straordinario alla ricostruzione. Sempre a causa del presidente di Giani, che in Conferenza Stato-Regioni non ha ancora voluto indicare il nome per il commissario straordinario, la ricostruzione sarà ancora più lenta che in altre zone d’Italia, perché significa che dovremo andare in ordinaria amministrazione e anche i fondi verranno gestiti più lentamente” – ha aggiunto l’onorevole Mazzetti – “Il governo ha dato risposte anche nei momenti più critici, subito dopo l’alluvione, e ricordo che quel giorno avevo chiamato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sapendo che nelle mie zone ci sono tante aziende che hanno un certo livello di esportazioni. Ringrazio sia il ministro Tajani che il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, perché dopo due giorni tutte le parti essenziali erano nel Palazzo Comunale, per dare informazioni agli imprenditori su come accedere ai fondi“.

“Molti imprenditori del territorio, grazie a quella iniziativa, sono riusciti a ripartire immediatamente, tornando a lavorare e a dare lavoro a tanta gente” – ha concluso la deputata Erica Mazzetti – “Il governo c’è stato, c’è e ci sarà, il Parlamento c’è e ci sarà sempre, io qui non mollerò finché non arriveremo a un risultato positivo, i cittadini ci sono, la Regione Toscana un po’ meno“.

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