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Ddl caccia, il M5S ‘rimanda’ la maggioranza a settembre

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Oltre un milione di emendamenti (di cui solo una cinquantina giudicati inammissibili) in Commissione Agricoltura alla Camera per rallentare, e bloccare di fatto, l’esame del Ddl caccia. Il Movimento 5 Stelle, protagonista di una clamorosa azione di ostruzionismo, ora però chiede un impegno unitario agli altri partiti di opposizione ma anche ai deputati di maggioranza contrari alla legge che è già stata ribattezzata ‘sparatutto’.

Al via le discussioni, in Commissione Agricoltura alla Camera, del controverso Ddl caccia voluto dalla maggioranza di governo. I lavori, però, sono inevitabilmente rimandati a settembre grazie ad un clamoroso ed efficace ostruzionismo del Movimento 5 Stelle, che vede protagonista assoluto il deputato Alessandro Caramiello, capogruppo in Commissione.

Oltre un milione di emendamenti presentati dal M5S, quasi tutti giudicati ammissibili, e lunghissime discussioni su ogni singola parte, hanno rallentato e di fatto bloccato l’esame del Ddl caccia in Commissione. Sono d’altronde moltissimi i punti del disegno di legge che appaiono inammissibili non solo per le opposizioni e per le associazioni animaliste e ambientaliste, ma anche per la Conferenza Stato-Regioni e in contrasto con direttive e regolamenti dell’Unione europea.

Anche per questo, il Movimento 5 Stelle è pronto a dare battaglia anche da solo ma ha deciso di lanciare un appello agli altri partiti di opposizione, chiedendo un impegno unitario, ma anche a singoli parlamentari di maggioranza contrari alla deregulation totale prevista dal Ddl.

Su più di un milione di emendamenti, soltanto 50 sono stati considerati inammissibili. Quindi entreremo nel merito di tutti gli emendamenti, come abbiamo fatto oggi all’avvio della discussione in Commissione. In due ore e quindici minuti sono riusciti ad approvare soltanto due emendamenti, noi siamo entrati nel merito, abbiamo chiesto la soppressione di tutti gli articoli, ma motivandola. Per noi questa proposta di legge è irricevibile, quindi abbiamo denunciato tutto ciò che, tra l’altro, anche la Commissione europea ha riportato” – ha spiegato Alessandro Caramiello, deputato del Movimento 5 Stelle – “Siamo in procedura di pre-infrazione per la direttiva Habitat, per la direttiva Uccelli e per il regolamento REACH. Ci sono aspetti che per noi sono insostenibili, inconcepibili e inaccettabili, come ad esempio l’utilizzo dei richiami vivi, uccellini in gabbia e inanellati per richiamare altri esemplari della stessa specie, e contemporaneamente se ne possono usare fino a dieci. Questa per noi è una barbarie e l’abbiamo combattuta, la proposta di legge è irricevibile e abbiamo chiesto la soppressione di tutti gli emendamenti e di ascoltare tutte le associazioni animaliste e ambientaliste, cosa che non hanno voluto fare. Troveranno in noi dei nemici, perché cercheremo in tutti i modi di bloccare questa proposta di legge“.

La maggioranza, questa destra famelica di natura e di uccisione di animali, ci sta provando in tutti i modi ma l’abbiamo rimandata a settembre perché noi, come Movimento 5 Stelle, abbiamo depositato un milione di emendamenti e li abbiamo costretti anche a dichiararli ammissibili. Questo perché sono emendamenti studiati, di merito, non emendamenti ostruzionistici fini a sé stessi. Hanno già iniziato le votazioni, ma la maggioranza è rimandata a settembre” – il punto di Sergio Costa, deputato del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della Camera – “Noi ovviamente non facciamo solo ostruzionismo, ma stiamo dimostrando le nostre ragioni che poi sono le stesse ragioni già illustrate dall’ISPRA, da tutto il mondo delle associazioni e addirittura dalla Conferenza permanente Stato-Regioni. Questo provvedimento legislativo sulla caccia, in realtà, non va a toccare punti su cui si poteva trovare un accordo, ma va proprio a distruggere il sistema di tutela della biodiversità. Distruggere e devastare questo sistema vuol dire, come minimo, andare in contrasto con l’articolo 9 della Costituzione, che come tutti sanno, il Movimento 5 Stelle ha pensato e ha voluto nella scorsa legislatura, partendo tra l’altro dalla mia prima firma, quando ero ministro dell’Ambiente“.

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