Maggiore informazione e sicurezza sui prodotti a latte crudo: una proposta di legge sulle etichette ferma da due anni. Morto Mattia Meastri, il bambino in coma da 9 anni dopo aver mangiato un formaggio a latto crudo.
Con la morte di Mattia Maestri, il bambino morto a 13 anni e in coma da 9 anni dopo aver mangiato un formaggio a latte crudo, si ritorna a parlare della sicurezza di questi prodotti e sul rischio di Escherichia coli, un batterio capace di causare nei bambini la Seu, Sindrome emolitico-uremica, una grave insufficienza renale che può appunto portare anche alla morte.
Il caso ha riportato l’attenzione su quali formaggi a latte crudo siano maggiormente esposti alla contaminazione e sulla proposta di legge, ferma in Parlamento da due anni, relativa a etichette più chiare e immediatamente visibili sui prodotti freschi o a media stagionatura, informando i consumatori del rischio per i bambini sotto i dieci anni.
Sull’etichetta dei prodotti ottenuti da latte crudo compare l’indicazione ‘prodotto con latte crudo’ , ma la presenza di questa dicitura non dice però nulla sulla sicurezza del prodotto.
La proposta di legge sulle etichette ferma da due anni in Parlamento
Proprio dalle vicende di Mattia Maestri e, successivamente, del piccolo Elia Damonte, è nato il disegno di legge 1205, presentato nel luglio 2024 dal senatore del Partito Democratico, Lorenzo Basso.
“Aiutatemi a fare in modo che quanto è accaduto al mio bambino, non accada a nessun altro. Adesso continuerò la battaglia per la difesa dai prodotti con latte crudo, così da dare un senso al martirio del nostro Mattia. Tutta questa sofferenza non si deve ripetere più”. Queste le parole del papà di Mattia Maestri.
Ma due anni dalla presentazione, però, quel provvedimento è ancora fermo: “Il tempo a disposizione della legislatura non è infinito e il rischio concreto è che una proposta sostenuta da medici, pediatri e associazioni non riesca ad arrivare all’approvazione”, ha avvertito il senatore Lorenzo Basso, chiedendo al Governo di chiarire le ragioni dello stallo e al Parlamento di calendarizzare la discussione.
Per evitare questi rischi basterebbe apporre sui formaggi a latte crudo l’avvertenza che questi prodotti possono essere pericolosi per i bambini di età inferiore a 10 anni. I
“Il nostro obiettivo è rendere obbligatoria la presenza di etichette chiare, visibili e comprensibili, affinché nessuna famiglia resti priva delle informazioni necessarie per proteggere i propri figli. Stiamo parlando di una norma semplice, che non introduce alcun divieto alla produzione o alla commercializzazione dei prodotti caseari a latte crudo, ma garantisce ai consumatori il diritto di scegliere in modo pienamente consapevole”, ha spiegato Basso durante una conferenza stampa in Senato.
“La morte di Mattia Maestri suscita un dolore profondo. Poche settimane fa, in Senato, abbiamo promosso una conferenza stampa insieme ai genitori di Elia per chiedere l’approvazione della proposta di legge in questione. – commenta il senatore – Una richiesta avanzata dalle famiglie delle vittime, per la quale Giovanni Battista Maestri si è speso con grande dignità in questi anni, affinché i consumatori siano pienamente informati dei rischi per i bambini e per i soggetti più vulnerabili. Informare correttamente significa prevenire e fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità perché tragedie come questa non si ripetano mai più”.
Lo stesso messaggio arriva dai fondatori dell’associazione “Il Trenino di Elia”, Sonia Gerelli e Marco Damonte, che hanno lavorato con Basso alla proposta e hanno trasformato la perdita del figlio in un impegno per la prevenzione: “Non chiediamo divieti, ma informazioni chiare, visibili, comprensibili a tutti ed esaustive. Quando si parla della salute dei bambini, ogni famiglia deve poter conoscere i rischi e scegliere in modo davvero consapevole”, hanno dichiarato.
Quali sono i formaggi a latte crudo a rischio
I formaggi a latte crudo sono prodotti caseari fatti con latte non pastorizzato, ovvero con latte non sottoposto al trattamento termico utilizzato per eliminare i microrganismi patogeni. Questo significa che il latte che viene utilizzato per produrli conserva la sua flora microbica naturale, contribuendo a conferire sapori e aromi caratteristici ai formaggi.
Non tutti i formaggi a latte crudo presentano, però, lo stesso profilo di rischio microbiologico e non tutti i formaggi appartenenti alla stessa denominazione sono necessariamente prodotti con latte crudo. La differenza principale è rappresentata dalla stagionatura: nei formaggi freschi o a breve stagionatura, come robiola, stracchino, crescenza, tomini, caprini freschi e molte caciotte artigianali, l’eventuale presenza del batterio Escherichia coli produttore della Shigatossina (Stec) può sopravvivere più facilmente. Lo stesso vale per alcuni prodotti a media stagionatura, come Taleggio, Quartirolo Lombardo, Fontina, Toma piemontese, Monte Veronese, Raschera, Bra, Puzzone di Moena e Valtellina Casera, quando sono effettivamente realizzati con latte crudo.
“In estate bisogna fare molta attenzione sul versante degli alimenti, in particolare al latte crudo che soprattutto per i bambini più piccoli può essere pericoloso” – ha avvertito Marina Vivarelli, pediatra nefrologa e componente del Consiglio superiore di sanità, in un video sui profili social del ministero della Salute nell’ambito della campagna “Estate in sicurezza”. La dottoressa ha spiegato che “all’interno del latte crudo ci possono essere dei batteri. In particolare la tossina Stec, Shiga-tossina di Escherichia coli, che negli adulti e nei bambini più grandi può causare gastroenterite ma nei bimbi piccoli può dare una complicanza piuttosto grave che è la sindrome emolitico-uremica Seu”.
🛡️ Evitiamo il batterio STEC
Formaggi a latte crudo, carne poco cotta e altri alimenti non adeguatamente trattati richiedono particolare attenzione, soprattutto per i bambini. Scopri perché con la Dott.ssa Marina Vivarelli.
🔗Info https://t.co/yj3MNbYU4Q pic.twitter.com/SMH0wq3SpJ— Ministero della Salute (@MinisteroSalute) August 2, 2026
I rischi maggiori, comunque, non riguardano solo i bambini, una particolare prudenza è raccomandata per bambini sotto i 5 anni, donne in gravidanza, anziani e persone fragili, categorie per le quali è preferibile consumare latte e derivati pastorizzati ed evitare alimenti che possono comportare un maggiore rischio microbiologico.
La complicanza più grave che può derivare dal consumo di latte crudo si chiama Seu, Sindrome emolitico-uremica. In Italia esiste un registro Seu che raccoglie i casi che si verificano sul territorio: nel 2025 nel nostro Paese sono stati registrati 43 casi, distribuiti in 15 regioni: riguardavano tutti bambini sotto i 15 anni e l’estate è il periodo più a rischio.


