"Se vogliamo che i proprietari investano nell'efficienza energetica, dobbiamo creare le condizioni perché investire convenga davvero". Intervista all'avv. Claudia Barina, presidente Confedilizia Roma.

Giovani e sostenibilità, incentivi nei contratti di locazione? Il parere di Confedilizia

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“Se vogliamo che i proprietari investano nell’efficienza energetica, dobbiamo creare le condizioni perché investire convenga davvero”. Intervista all’avv. Claudia Barina, presidente Confedilizia Roma.

I giovani si dicono sensibili all’ambiente ma restano lontani dal mercato energetico, non cambiano fornitore, non installano pannelli o pompe di calore. A dirlo è un’indagine dell’Università Luiss Guido Carli e Fondazione Enel.

Se il mercato delle locazioni si sta orientando verso contratti sempre più flessibili e su misura per questa fascia di inquilini, c’è spazio e conviene introdurre clausole o incentivi che leghino la flessibilità contrattuale a comportamenti più sostenibili? La risposta di Confedilizia Roma.

“Sapere chi sostiene il costo dell’investimento e chi invece beneficia del risparmio è ancora più complesso quando parliamo di locazioni transitorie. – spiega a TeleAmbiente l’Avv. Claudia Barina, Presidente di Confedilizia Roma – Se un giovane stipula un contratto di 6 o 12 mesi, non possiamo pensare che il proprietario possa sostenere integralmente investimenti che magari produrranno dei benefici nell’arco di molti anni. D’altra parte, non possiamo nemmeno pensare che il costo venga automaticamente trasferito sull’inquilino attraverso un aumento del canone. La transizione energetica deve quindi essere incentivata, ma non semplicemente scaricata su una delle due parti del contratto, perché alla fine il rischio è che il proprietario faccia una scelta molto semplice e radicale, cioè non immettere più l’immobile sul mercato della locazione, e questo sarebbe un risultato esattamente contrario a quello auspicato”.

E aggiunge: “Credo che ci sia spazio per meccanismi volontari e incentivanti legati a comportamenti sostenibili, ma il principio deve essere quello della convenienza e della libertà di scelta, non una nuova imposizione. Se vogliamo che i proprietari investano nell’efficienza energetica, dobbiamo creare le condizioni perché investire convenga davvero”.

Nell’ultimo Rapporto di Confedilizia “Roma riparte dalla proprietà immobiliare”,  è emerso che oltre il 50% dei contratti registrati l’anno scorso rientra nelle formule a canone concordato, mentre il tradizionale contratto ordinario di lungo periodo continua a ridurre il proprio peso sul mercato.

Le locazioni a canone concordato diventano la forma contrattuale più usata, aumentano i contratti transitori, si affermano nuove esigenze legate alla mobilità lavorativa, agli studenti fuori sede e ai nuovi
modelli familiari.

“La domanda non è più solo quella della famiglia che cerca una casa per molti anni, è molto più articolata e, di conseguenza, anche il mercato delle locazioni si sta diversificando. – spiega l’avv. Barina – Il rapporto che abbiamo presentato come Confedilizia Roma fotografa questa trasformazione. Il contratto concordato continua a svolgere un ruolo centrale, ma crescono anche le formule transitorie che rispondono ad una società più mobile, esigenze abitative più flessibili, mentre si ridimensiona il contratto libero.

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