1.100 quintali di granchio blu sono stati esportati nel 2025 dal solo Consorzio pescatori di Goro che ha comunicato di avere spedito 3 container in Corea del Sud, e un altro è in partenza verso gli Stati Uniti “mentre circa 2-300 quintali sono destinati al mercato nazionale, che sta imparando a scoprire questo nuovo prodotto. Pescato e congelato proprio sulla costa ferrarese.”
Nonostante ciò i pescatori continuano a chiedere il sostegno del governo per un settore che è stato messo in ginocchio dalla specie che nel giro di pochi mesi ha quasi azzerato al produzione italiana di vongole e cozze.
Nell’incontro che si è tenuto presso la Prefettura di Ferrara, il commissario straordinario Caterino ha ascoltato le imprese e le cooperative. Caterino ha condiviso la posizione degli allevatori.
#Pesca. Emergenza #granchioblu, tavolo in Prefettura a #Ferrara col commissario Caterino, condivisa la richiesta di affiancare risorse nazionali e europee a quelle della @RegioneER
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Riguardo le modalità di attuazione del Piano Straordinario, attivo fino al prossimo 30 novembre, Confcoooperative Fedagripesca ha ribadito che il successo di quest’ultimo dipende anche dall’organizzazione degli interventi. I granchi blu dovranno essere catturati, venduti o smaltiti seguendo un rigido protocollo. Nel dettaglio, tutti gli esemplari pescati dovranno essere trattenuti dai pescatori che riceveranno un indennizzo di 0,50 euro per gli esemplari da smaltire e 1 euro al chilo per la raccolta.
Cruciale è la cattura degli esemplari femmina già pieni di uova. Ogni esemplare femmina produce in media 2 milioni di uova, riuscire a decimarle significa riuscire a salvare migliaia di vongole: “Solo lo scoro anno sono state pescate 1800 tonnellate di granchi, ma quelli che sono rimasti in acqua sono molti di più e hanno generato danni alla produzione di vongole intorno ai 200 milioni di euro. – dichiara Paolo Tiozzo, vicepresidente Confcooperative Fedagripesca– C’è poi il problema di cosa fare con i granchi catturati. I nostri operatori sono impegnati non solo sul fronte delle catture ma anche nel creare canali commerciali all’estero per la vendita del granchio dove il mercato lo apprezza e lo richiede. Sri Lanka, Tunisia e Turchia sono le possibili destinazioni per l’export.”
L’Assessore regionale all’Agricoltura e alla Pesca, Alessio Mammi, ha dichiarato: “La Regione Emilia-Romagna segue questa emergenza passo passo, e anche oggi siamo al fianco di imprese e lavoratori. Nel 2023 e 2024 abbiamo messo 2 milioni di euro di risorse nostre, uno all’anno, e un altro milione nel 2025, con un bando già pubblicato e in scadenza a metà luglio a beneficio delle attività di recupero e smaltimento del granchio blu. Ma- prosegue l’assessore- ora serve un impegno concreto del Governo: le risorse regionali vanno integrate al più presto con i fondi aggiuntivi annunciati dal Ministero nei mesi scorsi”. Inoltre, aggiunge ancora Mammi, “è necessario proseguire un monitoraggio accurato del proliferare del granchio blu, proseguendo con azioni di ricerca e di studio da parte degli istituti di ricerca e delle università”.
In occasione dell’insediamento del commissario speciale Caterino, Legambiente ha presentato le sue proposte:
L’uso delle nasse, attrezzi di pesca selettiva e a basso impatto ambientale, è la strada giusta per la pesca del granchio. L’associazione ricorda che si tratta solo di una soluzione temporanea. Si chiede infatti di non aggirare le norme su pesca a strascico
La velocizzazione del processo di ristori e indennizzi alle imprese del settore ittico e dell’acquacoltura costrette a fronteggiare perdite che sfiorano il 100%.
Infine si chiede di continuare l’opera di monitoraggio e di ricerca scientifica. Solo attraverso lo studio del fenomeno può essere elaborata una risposta definitiva all’emergenza.
“Auguriamo buon lavoro a Enrico Caterino, già prefetto di Ravenna e Rovigo, nominato commissario straordinario per l’emergenza granchio blu. Il nostro auspicio – commentano Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente e Stefano Raimondi, responsabile nazionale biodiversità di Legambiente – è che la sua nomina sia di aiuto al settore ittico e acquacoltura di Emilia-Romagna e Veneto, e in generale dell’Alto Adriatico, da oltre un anno sotto scacco a causa della specie aliena invasiva granchio blu che ha praticamente compromesso la produzione di mitili. È fondamentale che l’Italia eviti di compiere errori gestionali, come un ritorno alla pesca a strascico, ma che piuttosto venga definito il prima possibile un piano scientifico sperimentale di contrasto alla proliferazione del granchio blu, basato su soluzioni che tutelino sia l’economia legata agli allevamenti di spigole, orate e molluschi sia la salute degli ecosistemi del Mediterraneo, in particolar modo di quelli costieri”.


