Colto in flagranza di reato dai droni della Regione Calabria, l’uomo stava appiccando un incendio in provincia di Catanzaro ed è stato arrestato nel giro di pochi minuti e ora si trova agli arresti domiciliari. Ancora una volta, l’utilizzo di droni e l’operatività della Control Room regionale dimostrano l’efficacia degli strumenti e dei protocolli in un’area che, in passato, ha pagato a caro prezzo gli incendi dolosi.
A circa un mese di distanza da un episodio assolutamente analogo, avvenuto in provincia di Vibo Valentia, un piromane è stato arrestato dai carabinieri dopo essere stato ripreso da un drone mentre appiccava un incendio doloso in un’area boschiva. Questa volta, è accaduto a Ergadi, frazione del Comune di Curinga, in provincia di Catanzaro.
L’uomo, sorpreso in flagranza di reato dai droni della Regione Calabria, è stato fermato dai carabinieri ed ora si trova agli arresti domiciliari. L’incendio appiccato aveva già bruciato circa 1,5 ettari di vegetazione, in un’area boschiva ad alta suscettività di propagazione. Le immagini riprese dai droni sono state visualizzate immediatamente dagli operatori della Control Room regionale e dai carabinieri forestali, che hanno allertato subito i reparti territoriali per un intervento assolutamente tempestivo.
Ancora una volta, il Protocollo d’intesa firmato dall’Arma dei Carabinieri e dalla Regione Calabria, insieme al progetto Tolleranza Zero e alla campagna antincendio boschivo 2026, si sono dimostrati uno strumento preziosissimo per evitare danni ingenti all’ambiente e alla biodiversità in una regione che in passato, da questo punto di vista, ha già pagato a caro prezzo la mano dell’uomo dietro gli incendi dolosi.


