Inquinamento da plastica, da Nizza la Wake-Up Call firmata da oltre 90 Paesi

Inquinamento da plastica, da Nizza la “Wake-Up Call” firmata da oltre 90 Paesi

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Dopo il fallimento dei negoziati a Busan, si riparte ad agosto per il sesto summit sul Trattato globale sull’inquinamento da plastica. Oltre 90 Paesi, durante la Conferenza ONU sugli Oceani, hanno ribadito il loro impegno. WWF: “Andare oltre il consenso”.

Durante la Conferenza ONU sugli Oceani, che si è svolta dal 9 al 13 giugno a Nizza, in Francia, si è parlato anche dell’inquinamento da plastica.

Oltre 90 Paesi tra quelli partecipanti al summit, guidati dalla Francia, hanno espresso il loro sostegno a un trattato globale vincolante sull’inquinamento da plastica. Un segnale positivo che va verso la cooperazione globale, ma c’è ancora molto da fare, dato ai che i negoziati INC 5.2 manca poco più di un mese.

I precedenti incontri organizzati dall’UNEP per delineare un trattato vincolante, finora non hanno avuto il risultato sperato. Gli ultimi negoziati, quelli di dicembre 2024 a Busan, si sono chiusi con una richiesta di ulteriore tempo per dirimere alcuni punti sui quali i 178 Paesi coinvolti non hanno trovato un accordo.

Dal 5 al 14 agosto a Ginevra, quindi, si svolgerà l’ennesimo ciclo di incontri (il sesto), con l’auspicio che si riesca a definire un trattato che ponga fine – o almeno riduca – l’inquinamento da plastica.

Un desiderio che è emerso anche con l’appello lanciato martedì 10 giugno in occasione della Conferenza sugli oceani di Nizza, soprannominato “Nice Wake-Up Call”. La dichiarazione individua cinque elementi che i firmatari ritengono fondamentali per raggiungere un accordo globale che sia “commisurato a ciò che la scienza ci dice e che i nostri cittadini chiedono”.

Includono un approccio che tenga conto dell’intero ciclo di vita, tra cui: la produzione della plastica, l’eliminazione graduale delle sostanze chimiche preoccupanti e dei prodotti problematici, miglioramenti nella progettazione dei prodotti, mezzi efficaci di attuazione e l’integrazione di disposizioni che consentiranno un trattato in grado di evolversi.

Trattato globale sulla plastica, si riparte ad agosto. WWF: “Andare oltre il consenso”

La dichiarazione congiunta, guidata dalla Francia, invia un chiaro segnale: i Paesi di tutto il mondo possono e devono lavorare insieme per porre fine alla crisi della plastica. Ma siamo chiari: ciò che è stato delineato qui è un buon inizio, ma è il minimo indispensabile per affrontare efficacemente l’inquinamento da plastica. Un trattato adatto allo scopo deve andare oltre le vaghe aspirazioni e includere una serie di misure specifiche e vincolanti, tra cui la messa al bando globale delle plastiche e delle sostanze chimiche più dannose, mezzi per sostenerne l’attuazione e un meccanismo per rafforzarle nel tempo”, ha dichiarato Efraim Gomez, Direttore globale per l’impatto delle politiche del WWF Internazionale.

Secondo l’associazione ambientalista, un trattato può essere raggiunto solo attraverso l’adozione di misure specifiche e vincolanti e solo andando oltre il consenso.

A meno di due mesi dall’INC-5.2, i governi devono capire che questa visione non può e non sarà realizzata attraverso il consenso. Devono quindi prepararsi a utilizzare tutti gli strumenti necessari per superare ulteriori ritardi e consegnare il trattato che hanno promesso. Hanno la visione, hanno il sostegno e hanno gli strumenti per forgiare un trattato efficace. Ora devono mantenerlo. Siamo già ai tempi supplementari e ogni giorno di ritardo aggiunge altre 30.000 tonnellate di plastica ai nostri oceani”, ha sottolineato Gomez.

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