Il “Jovagiro” attraverserà l’Italia in giro con partenza e conclusione da Roma con i due appuntamenti finali del 12 e 13 settembre al Circo Massimo. La presentazione al Campidoglio con Jovanotti e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
Il Circo Massimo a Roma, come punto di partenza e di ritorno, nella città dove è nato e dove ciclicamente ritorna. A Palazzo Senatorio, Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, ha presentato il “Jovagiro“, un percorso che attraverserà l’Italia, che partirà e approderà a Roma, terminando con i due concerti del 12 e 13 settembre.
🎶🚲 Jovanotti accolto dal sindaco Gualtieri in Campidoglio per il Jova Giro, che partirà e tornerà a Roma.
🏟️ Il 12 e 13 settembre la chiusura del tour con due serate di musica e arte al Circo Massimo.Info 👉 https://t.co/ok4sy3pzH0 pic.twitter.com/oy4WF34Noo
— Roma (@Roma) April 24, 2026
Si parte il 9 agosto dal Circo Massimo e le tappe sono a Pescara, Barletta, Catanzaro, Palermo e Napoli, per circa duemila chilometri. Per l’occasione il sindaco Roberto Gualtieri ha annunciato che gli sarà conferita la Lupa capitolina, massima onorificenza della città.
“Siamo felici di essere qui con Lorenzo, siamo onorati che abbia scelto il Campidoglio per presentare il Jovagiro che partirà e si concluderà a Roma, con due serate al Circo Massimo che saranno di musica e arte – afferma il sindaco Roberto Gualtieri -. E’ un artista straordinario, che a Roma ha fatto concerti memorabili. Stiamo investendo sulla ciclabilità a Roma, nonostante qualche polemica e ci piace molto questo tour in bici, ci piace l’idea che Roma sia l’ombelico del mondo di questo tour. E’ una grandissima gioia. Siamo orgogliosi che quella Roma straordinaria, delle Estati romane i Nicolini, degli anni Settanta abbia cresciuto Lorenzo. Per tutte queste ragioni e perché è uno dei più grandi artisti italiani del nostro secolo, sforna capolavori a ripetizione, siccome questo è un anno importante per la generazione del 1966, a settembre in prossimità dei concerti conferiremo a Lorenzo la Lupa Capitolina”. Jovanotti si è detto grato alla città: “Mi fa un immenso piacere, è una cosa pazzesca, è un onore enorme che condivido con una grande schiera di persone”.
Il Jovagiro per il Jova summer party 2026 è nato lo scorso luglio, dopo un concerto dedicato a soli cinquemila bikers. Dall’incontro tra la musica e la passione per le due ruote dell’artista è arrivata l’idea di un’estate che unisce arte, sport e valorizzazione dei territori interni, strade secondarie, paesaggi.
Con Jovanotti ci sarà una squadra di amici, gli stessi che lo hanno accompagnato nelle pedalate verso il Friuli. Alcuni ex ciclisti professionisti mondiali e olimpici, colleghi, compagni di passione per la strada a due ruote.
Il percorso sale fino al Gran Sasso dall’Appennino laziale e scende verso l’Adriatico, attraversa la linea dell’estate italiana tra costa ed entroterra, sfiora cittadine ed entra nei paesi. Poi continua verso Sud, cambia luce e vento, attraversa lo Stretto, percorre la Sicilia, per infine risalire lungo il Tirreno. E per le due date al Circo Massimo “vorrei che fossero serate un po’ romane, vogliamo invitare amici e che pero’ non ho ancora sentito. Tutti quelli a cui state pensando, ecco, sono loro ma non faccio nessun nome perche’ ancora non ho ancora chiamato nessuno“, ha concluso.
“Quando ho pensato alle due giornate del Circo Massimo a Roma mi sono ricordato che lì ci passavo tutti i giorni perché a due passi c’era lo studio (in un sottoscala) di Radio Jolly dove io mi sono fatto le ossa come dj radiofonico. Ho poi pensato a quel grande palazzo che un giorno il mio solito babbo un po’ mitomane e un po’ pre-boomer (era del 1934) e un po’ big fish, passandoci davanti portandoci a fare la trivalente disse a noi figli stipati nella fiat 1500 ‘questa è la FAO un posto importantissimo, sarei felice se uno di voi un giorno lavorasse qui’“. Lo scrive suo suo profilo Facebook Lorenzo Jovanotti. “Si sa – prosegue – che certe frasi a 12 anni passano inosservate, ma si sa anche che si sistemano da qualche parte e prima o poi saltano fuori. A me è saltata fuori mentre guardavo il punto in cui sarà il palco il 12 e 13 settembre prossimi e da quel punto io vedo il palazzo della FAO. Così, siccome sono anche io sono un po’ mitomane e un po’ post-boomer (il mio vecchio era pre) tramite un mio amico ho trovato un contatto con qualcuno alla FAO e ho chiesto se potevo visitarla (senza sapere che il palazzo é aperto al pubblico, e merita una visita, hanno un bel museo dove si imparano cose e ci si fa un’idea di progresso possibile e in atto)”.
E ha continuato: “Ci sono stato e abbiamo parlato della possibilità di fare qualcosa insieme, per promuovere il loro lavoro enorme nel mondo e perché proprio di questi tempi in cui gli assetti internazionali sono tutti in crisi c’è un gran bisogno di ripensare al ruolo delle grandi istituzioni sovranazionali che per la mia generazione sono acquisite ma spesso sconosciute: l’ONU e nello specifico la FAO che si occupa di cibo e agricoltura nei paesi in cui queste due cose sono ancora troppo spesso un miraggio materiale e sociale. Il progresso é soprattutto oggi un obiettivo da immaginare nel mondo nuovo in cui forze terribili sono in azione e vanno affrontate con visioni e progetti che parlino di umanità, di nuove opportunità, di progresso”.


