Le spugne per i piatti rilasciano microplastiche nell’ambiente: uno studio tedesco quantifica per la prima volta le particelle che si disperdono durante il lavaggio.
È uno degli oggetti domestici più utilizzati in cucina, ma anche una fonte di microplastiche finora sottovalutata. Si tratta della spugna per lavare i piatti.
Il fatto che le spugne possano disperdere, con l’utilizzo, delle particelle di polimeri plastici di cui sono composte non è una novità ma finora non erano ancora stati quantificati. A pensarci è stato uno studio dell’Università di Bonn, in Germania, che ha condotto un lungo esperimento di citizen science combinato con test di laboratorio.
Le famiglie volontarie coinvolte – in Germania e Nord America – hanno utilizzato per due anni tre tipi di spugne per l’attività quotidiana di lavaggio delle stoviglie, documentandone l’utilizzo.
Le spugne sono state pesate prima e dopo l’uso per monitorare la perdita di materiale e il rilascio di microplastiche. Inoltre, attraverso un dispositivo di prova automatizzato – chiamato “SpongeBot” – sono stati condotti test di laboratorio per simulare lo stress meccanico applicato alle spugne durante il lavaggio.
Dalle analisi è risultato che tutti i prodotti perdono materiale durante l’utilizzo, rilasciando quindi microplastiche, ma in quantità variabile in base alla tipologia. Secondo lo studio, una spugna bio rilascia una quantità minore di particelle – il 15,9% – rispetto a una spugna composta da una percentuale più alta di plastica, che ne perde il 59,3%.
A seconda del tipo di spugna, quindi, la quantità di particelle disperse varia da circa 0,68 a 4,21 grammi per persona all’anno. Sebbene possano sembrare quantità irrisorie, applicando il dato a un paese grande come la Germania, si raggiungerebbero tra le 57,5 e le 355 tonnellate di plastica all’anno rilasciate negli scarichi dei lavandini. Una grande parte di questi frammenti verrebbe trattenuta dagli impianti di depurazione delle acque reflue, ma diverse tonnellate finirebbero comunque nelle acque e nel suolo.
Dall’esperimento, inoltre, è emerso che l’inquinamento ambientale più rilevante determinato dal lavaggio dei piatti a mano riguarda il consumo di acqua, che costituisce dall’85 al 97% dell’impatto ambientale totale, mentre le microplastiche contribuiscono in misura minore al danno complessivo. Per ridurre le conseguenze ambientali del lavaggio delle stoviglie a mano, gli autori dello studio consigliano di scegliere spugne che contengono meno plastica possibile utilizzandole più a lungo, e di consumare meno acqua.


