“Roma circolare, da rifiuti a risorse”, una giornata per fare il punto su tre filiere particolarmente strategiche: la frazione organica, i RAEE e i rifiuti tessili. Per questi ultimi è già attivo un nuovo sistema di raccolta.
Tornano a Roma nella sala della Protomoteca, in Campidoglio, gli Stati Generali dell’Economia Circolare, una giornata di approfondimento dedicata alle sfide dell’economia circolare promossa dall’Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale che ha riunito istituzioni, esperti, aziende di settore e rappresentanti del mondo accademico per fare il punto su tre filiere particolarmente strategiche: la frazione organica, il rifiuto tessile e i RAEE.
Nell’incontro, dal titolo “Roma circolare, da rifiuti a risorse”, al centro del panel i due biodigestori anaerobici di Cesano e Casal Selce, infrastrutture cruciali per avviare la chiusura del ciclo dell’umido. Gli impianti tratteranno 200mila tonnellate di organico l’anno, riducendo oltre 3mila viaggi dei camion e 4 milioni di chilometri percorsi complessivi. Il beneficio economico stimato è di 4,8 milioni di euro l’anno. La produzione di compost di alta qualità contribuirà inoltre alla rigenerazione del suolo e allo sviluppo dell’agricoltura sostenibile nel territorio romano.
“Con il convegno Roma Circolare vogliamo raccontare le sfide che la Capitale ha intrapreso per promuovere la transizione verso l’economia circolare, soprattutto nella gestione dei rifiuti urbani e nella chiusura del ciclo. L’obiettivo è valorizzare le risorse contenute nei rifiuti trasformandole in materie prime seconde, come nel caso dei metalli e delle terre rare dei Raee, essenziali per l’economia del nostro Paese“, afferma l’assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale Sabrina Alfonsi.
Altra novità riguarda il contenuto dei Cestò, gli iconici cassonetti urbani che si trovano sulle strade della città e che raccolgono la cosiddetta spazzatura da passeggio, che sarà differenziato da un innovativo impianto di selezione dei rifiuti a Pomezia. In questo modo oltre 21mila tonnellate d’immondizia l’anno, oggi sono destinate a essere bruciate in qualche inceneritore italiano, diventeranno, invece, materiale da riciclo.
Il percorso intrapreso dai Cestò rappresenta quasi una rivoluzione per la chiusura del ciclo dei Rifiuti ed è la prima volta che si fa in Italia. La differenziata, in pratica, sarà fatta direttamente a valle del conferimento e non al momento di gettare il rifiuto nel cassonetto. Il tutto grazie a dei sensori ottici in grado di distinguere il tipo di rifiuto ma anche grazie ai nuovi sensori contenuti direttamente all’interno dei Cestò. Un percorso industriale, dunque, in grado di dare il suo contributo per superare la soglia del 50% di differenziata appena raggiunto e annunciato l’altro ieri dall’AMA.
#LIVE dalla Protomoteca gli Stati Generali dell’Economia Circolare.
Oggi a @Roma riuniamo istituzioni, imprese e consorzi per un confronto sul futuro della gestione dei rifiuti e sulle opportunità della circolarità come motore di sviluppo per il Paese.
L’Italia è già tra i… pic.twitter.com/znmQwOVwyX— Sabrina Alfonsi (@Sabrinalfonsi) November 28, 2025
#Roma circolare, da rifiuti a risorse: oggi la Fit-Cisl Lazio in Promoteca capitolina per seguire l’evento dedicato al riciclo, riuso e prospettive di sviluppo!!#ilsindacatoutile pic.twitter.com/3FXSPH6agB
— Fit-Cisl Lazio (@FITCISLLAZIO) November 28, 2025
La Protomoteca ha ospita inoltre due opere di Francesca Leone, delle rose sagomate realizzate con lamiere provenienti da discariche abusive, dove il colore copre i segni della ruggine trasformandole in un simbolo di rigenerazione.
Riscarti ha portato all’evento cinque opere di quattro artisti, un contributo del festival romano di riciclo creativo, da dodici edizioni attivo nella capitale con l’obiettivo di dare una seconda vita ai materiali di scarto. L’arte di Riscarti è l’arte per un futuro sostenibile, l’arte che racconta la sfida della crisi climatica con i claim “Ho un sogno nel cassonetto” e “Intelligenza Artigianale”.
Rifiuti tessili, il nuovo sistema di raccolta per Roma
Riguardo al rifiuto tessile, si affronta una filiera complessa, che richiede un quadro normativo stabile, un regime di responsabilità estesa del produttore e modelli efficienti di raccolta e riuso. Roma ha iniziato a rinnovare il sistema introducendo i cassonetti amaranto, che sostituiscono i vecchi gialli: contenitori progettati per ridurre rovistaggio e vandalismi e per migliorare la qualità della raccolta degli abiti usati.
Il presidente dell’AMA, Bruno Manzi, aveva già spiegato a TeleAmbiente come funzionerà il nuovo sistema di raccolta: “I cassonetti saranno color amaranto, i colori di AMA, e saranno collocati all’interno di spazi protetti, a partire dai nostri centri di raccolta di rifiuti. Saranno sempre più raccolti anche durante le giornate ecologiche e “Ama il tuo quartiere”, oltre alle raccolte specializzate che facciamo come azienda, per avere un maggior controllo degli impianti che stiamo distribuendo. Stiamo, inoltre, facendo un accordo con il sistema delle parrocchie, dei supermercati, in modo da mettere a disposizione dei cittadini sempre più punti di raccolta che possono poi essere gestiti con sicurezza“.


