Lungo la costa sud-occidentale dell’Isola, tra la bassa vegetazione, un team di entomologi scopre una mantide nana dalla coda di serpente. Battiston: “Ecco perché l’animale è già a rischio di estinzione”.
Straordinaria scoperta in Sardegna. Durante una vacanza lungo la costa sud-occidentale dell’Isola, tra la bassa vegetazione, Oscar Maioglio, entomologo dell’Associazione Naturalistica Piemontese, osserva una mantide dalle ali piccole, dal corpo un po’ grigio e un po’ marrone e dal comportamento insolito. In pochi istanti, una foto dell’insetto arriva a Roberto Battiston, ricercatore del Museo di Archeologia e Scienze Naturali “Giuseppe Zannato” di Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza, in Veneto. Non assomiglia, almeno a una prima vista, a un esemplare noto. Successive analisi genetiche confermano, non a caso, la sua appartenenza a una nuova specie animale ribattezzata mantide nana dalla coda di serpente. Ad Ameles serpentiscauda, questo il suo nome scientifico, l’entomologo Roberto Battiston, assieme al suo team, dedica un articolo pubblicato sulla rivista scientifica “Ethology Ecology & Evolution”. Tra le caratteristiche eccezionali dell’insetto, una singolare parata nuziale.
“Quando il mio amico e collega Oscar Maioglio mette insieme un esemplare maschio e un esemplare femmina, osserva qualcosa di incredibile. Facciamo un passo indietro: questi animali, e dobbiamo ricordarlo, hanno un modo particolare di approcciarsi a causa del cannibalismo sessuale. L’esemplare maschio, appena si avvicina all’esemplare femmina, infatti, deve stare attento, altrimenti rischia di essere afferrato e di essere divorato prima di portare a termine l’accoppiamento. In questa nuova specie animale, invece, l’individuo XY comincia a fare una straordinaria parata nuziale, agitando la coda in un modo complesso e mai osservato prima. In particolare, l’insetto muove tutte le parti dell’addome in una sorta di, ed è questo a dargli il nome scientifico, danza di un serpente a sonagli“, spiega a TeleAmbiente l’entomologo Roberto Battiston.
Una nuova specie animale che, però, è già a rischio di estinzione. Proprio per questo tutelarla, oggi più che mai, diventa fondamentale.
“L’individuazione di una nuova mantide in Europa e, in particolare, in Italia, non accadeva da 40 anni. Una scoperta inaspettata perfino per me. Ciò conferma che la biodiversità dello Stivale è ancora piena di sorprese“, conclude il ricercatore del Museo di Archeologia e Scienze Naturali “Giuseppe Zannato” di Montecchio Maggiore.


