Alla vigilia della Giornata mondiale del Vento, del prossimo 14 giugno, Legambiente organizza eventi in tutta Italia per dire no alle infrastrutture fossili. Il deposito Eni di Calenzano (FI), le aree dell’Appenino attraversate dal mega gasdotto SNAM e la centrale a carbone Enel di Brindisi, sono alcuni degli scenari scelti per lanciare il messaggio dell’abbandono dei fossili.
Nell’aprile del 2025 si contavano 192 progetti in attesa di valutazione al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). La mappa “Italia Fossile”, realizzata sulla base dei dati del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, evidenzia la distribuzione di questi progetti con l’Emilia Romagna in testa con 33 proposte di attività estrattive e infrastrutture fossili, seguono Lombardia con 18, Sicilia e Puglia 16 progetti ciascuna, Abruzzo con 14, Marche con 12 e Sardegna con 11richieste.
“Stop Fossili, Start Rinnovabili è lo slogan che vede gli attivisti di Legambiente chiedere che si investa di più e meglio in fonti rinnovabili. L’associazione ambientalista chiede che il decreto aree idonee sia modificato dal governo perché lascia troppa discrezionalità alle Regioni e sostiene anche una modifica del decreto agricoltura che vieta ogni tipo di fotovoltaico messo a terra nei terreni agricoli.
Legambiente ha lanciato una petizione online: “Stop Fossili Start Rinnovabili”
La petizione chiede che l’Italia diventi un Hub delle rinnovabili;” Nelle politiche energetiche l’obiettivo deve essere del 91% di copertura delle fonti rinnovabili del settore elettrico entro il 2030 e del 100% entro il 2035.” Si chiede inoltre che entro il 2030, siano fissati obiettivi ambiziosi di risparmio energetico: “Chiediamo di avviare un piano di riqualificazione e rigenerazione del settore edilizio residenziale con strumenti di incentivazione basati sulla qualità degli interventi, il reddito delle famiglie, la messa in sicurezza rendendoli accessibili anche per gli incapienti.” Infine si chiede che l’Italia agisca in favore dei migranti climatici e ambientali, “che annulli gli accordi con la Libia di respingimento dei migranti in mare; che depenalizzi le attività di soccorso in mare svolte dalle ONG.”
“La nostra mobilitazione nazionale, con l’esposizione di pale eoliche e pannelli fotovoltaici nei luoghi simbolo dell’Italia fossile, – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente – vuole evidenziare la contraddittoria politica del Paese che, tra le iniziative su gas e nucleare del Governo nazionale e gli ostracismi trasversali delle Regioni allo sviluppo delle rinnovabili, continua a rallentare l’adozione su larga scala degli impianti di produzione di energia da fonti pulite, ostacolando una vera transizione ecologica. Chiediamo un’accelerazione repentina sulle energie green, sugli accumuli e sulle reti, la rimozione delle barriere autorizzative da parte del Ministero della Cultura e delle Regioni e un impegno concreto negli investimenti necessari. Dopo la recente sentenza del TAR Lazio sul ricorso di ANEV, che ha censurato parti importanti di due decreti del Governo Meloni, il Ministro Pichetto Fratin modifichi presto il decreto sulle aree idonee, che ha lasciato troppa discrezionalità alle Regioni, e lo stesso dovrebbe fare il Ministro Lollobrigida sul DL agricoltura, che vieta in modo indiscriminato il fotovoltaico a terra, come evidenziato dal TAR Lazio”.


