A Tivoli, la sinergia tra il Comune e la partecipata ASA ha permesso di lanciare un progetto ambizioso, che unisce la sostenibilità e il risparmio in bolletta senza consumare nuovo suolo.
Una città antichissima, ma che ha scelto, come già accaduto in passato, di puntare su un futuro sostenibile. Il Comune di Tivoli e la partecipata ASA Tivoli , presso il Santuario di Ercole Vincitore, hanno presentato l’ambizioso progetto di Tivoli CER, la prima comunità energetica rinnovabile tiburtina. La caratteristica peculiare è quella della fondazione di partecipazione, che vede protagonisti soprattutto i soggetti pubblici. La sinergia tra l’amministrazione comunale tiburtina e ASA Tivoli ha permesso di lanciare il progetto, presentato in un incontro dal titolo ‘Tivoli città della luce e dell’energia‘ e incentrato su una collaborazione con associazioni come Progetto ANTICRISI, Consumerismo No Profit e Road to green 2020. Si punta a produrre cinque Megawatt di energia rinnovabile in cinque anni, garantendo al territorio un valore economico stimato di circa 20 milioni di euro che consentirà, oltre a puntare sulla sostenibilità, di contrastare la povertà energetica. Un altro aspetto positivo è che, in un territorio fortemente vincolato a livello architettonico e archeologico, la comunità energetica basata sul fotovoltaico non consumerà nuovo suolo, dal momento che gran parte degli impianti saranno installati su edifici pubblici, aree industriali dismesse e nelle aree di parcheggio.
“Questa che ci stiamo dando, come comunità tiburtina, è una opportunità importantissima. La realizzazione di questa comunità energetica rinnovabile è la prima in Italia con una governance totalmente pubblica. Il pubblico può funzionare bene, e l’esperienza di ASA lo dimostra, visti i risultati che abbiamo raggiunto con la percentuale di raccolta differenziata e la gestione dei rifiuti. ASA è nuovamente all’avanguardia, insieme al nostro Comune, all’istituto Villae, in questo Santuario di Ercole Vincitore dove ci troviamo per questo convegno, per proiettare nuovamente la nostra città in una visione di futuro” – ha spiegato a TeleAmbiente Marco Innocenzi, sindaco di Tivoli – “Tivoli è una città antichissima, con oltre 3240 anni di storia, ed è anche stata la prima in Italia ad essere illuminata da energia elettrica, nel 1886. Ancora una volta, Tivoli si ritrova, come un corso e un ricorso della storia, ad essere protagonista di nuovo dell’energia e proprio per questo l’incontro di oggi è stato intitolato ‘Tivoli città della luce’, a presentazione di questa importante comunità energetica rinnovabile che stiamo mettendo in campo“.
“I tre enti pubblici più importanti, cioè il Comune e le due aziende partecipate ASA Tivoli SpA e ASA Tivoli Srl (che gestiscono rispettivamente il servizio di igiene urbana e altri servizi come i parcheggi o le affissioni), hanno deciso tra le varie opzioni che la legge consentiva, di istituire una fondazione, quindi tutta pubblica, in cui i fini della realizzazione non sono solo di natura ambientale, ma anche economica, come i vantaggi sociali, il risparmio energetico e di emissioni climalteranti. Pensiamo alla realizzazione di 5 Megawatt che daranno a regime un risparmio di CO2 per oltre sei milioni di tonnellate all’anno e un quantitativo di energia rinnovabile prodotta e autoconsumata dal territorio, secondo la cabina primaria che riceverà questi elettroni verdi, per un fabbisogno di circa il 12% della popolazione. Ci sarà quindi energia equivalente autoprodotta per circa settemila abitanti di Tivoli” – il punto di Francesco Girardi, amministratore unico di ASA Tivoli SpA – “Tivoli, di fatto, ha in sé un legame ancestrale con le energie rinnovabili. Pensiamo ad esempio alla centrale idroelettrica dell’Acquoria, una delle prime realizzate in Italia, e storicamente da queste centrali idroelettrica veniva fornita energia rinnovabili anche a Roma, che dista alcune decine di chilometri da Tivoli. Possiamo dire che la storia di questa città è green sin dalla sua fondazione, noi vogliamo riprenderne il senso, e riportarlo oggi, nel 2026, rivisto e tecnologicamente evoluto, passando dall’acqua al sole. Con il fotovoltaico potremo anche fornire ombra alle auto in parcheggi che oggi sono assolati, i vantaggi sono diversi“.
“Questo modello che stiamo celebrando, e che auspichiamo possa partire nel più breve tempo possibile, si basa sullo strumento innovativo della fondazione di partecipazione. L’attivismo di ASA e del Comune di Tivoli è un esempio molto importante, perché la sfida delle comunità energetiche è difficile da calare in città come Tivoli, che ha diverse decine di migliaia di abitanti e un territorio molto tutelato per la presenza di ville e presenze storiche e archeologiche. Il dialogo instaurato sin da subito da ASA con le strutture del Ministero della Cultura è un viatico importante che può essere d’esempio per realtà simili” – ha spiegato Massimo Milani, deputato di Fratelli d’Italia e componente della VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera – “È più facile fare una comunità energetica in un piccolo Comune, magari di montagna dove non esistono alternative e dove la rete è difficile che arrivi… Farlo in una città è una sfida veramente importante, farlo con una iniziativa pubblica è un merito ancora maggiore. Ci auguriamo quindi che prenda il via nel più breve tempo possibile e che sia un modello per altre città d’Italia“.
“C’è una sola soluzione per contrastare il caro bollette e la crisi energetica. O nazionalizziamo tutto, o decentralizziamo tutto. Visto che ormai la nazionalizzazione non è possibile, avendo scelto la strada della liberalizzazione, o subiamo la liberalizzazione negativa degli operatori che devono marginalizzare sulle tasche di tutti (dal consumatore alla pubblica amministrazione che paga per illuminare le strade e garantire la sicurezza), oppure le amministrazioni locali devono fare quello che è stato fatto qui” – il commento di Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo No Profit – “Gli Enti locali pensano al patrimonio incredibile a loro disposizione, iniziano a pensare di diventare loro stessi produttori, gestori e soprattutto rivenditori del bene più essenziale che esiste dopo l’acqua, cioè l’energia. Tivoli ha scelto il percorso più adatto, e secondo me più intelligente, che si rifletterà sulla vita dei cittadini quando porteranno i bambini a scuola e dei consumatori che avranno l’opportunità di consumare un po’ di energia che è stata prodotta nella loro stessa città“.
“Il nostro ruolo è di facilitatori, cioè rendere semplici le normative e la burocrazia, facendo sì che siano comprensibili a tutti i cittadini. Grazie a questo passaggio, riusciamo a ottimizzare anche i vantaggi economici” – ha spiegato Alberto Maria Berti, fondatore di Progetto ANTICRISI – “Abbiamo visto anche oggi che c’è la possibilità, grazie alla comunità energetica, addirittura di arrivare ad abbattare la TaRi, che come sappiamo è una tassa che colpisce tutti, sia imprenditori che cittadini di Tivoli“.


