Si avvicina la settimana dell’INC 5.2 dell’Unep per il Trattato globale sull’inquinamento da plastica e un gruppo di esperti sanitari ha lanciato l’ennesimo appello stilando un elenco di 8 raccomandazioni per i Paesi partecipanti.
L’ultimo incontro intergovernativo per delineare un Trattato globale sull’inquinamento da plastica è alle porte e la comunità scientifica ha lanciato numerosi appelli affinché i leader dei Paesi partecipanti al summit tengano in considerazione i gravi effetti dell’inquinamento da plastica – in continuo aumento – sulla salute e sugli ecosistemi.
Tra gli ultimi appelli per un trattato risolutivo, c’è quello soprannominato “Nice Wake-Up Call” lanciato lo scorso 10 giugno in occasione della Conferenza sugli Oceani a Nizza. Ora, nella seconda parte del quinto round di negoziati (INC 5.2), che si svolgerà dal 5 al 14 agosto a Ginevra, in Svizzera, i leader dei 178 Paesi partecipanti sono chiamati a dirimere i tre punti critici emersi durante le precedenti sessioni.
Per aiutare il lavoro dell’Unep, anche un team di esperti sanitari ha espresso la sua opinione sui fattori da considerare nella stesura del Trattato che, oltre ad essere globale e vincolante, dovrebbe riguardare l’intero ciclo di vita della plastica. A redigere l’editoriale per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è stato il dott. Nicholas Chartres, Senior Research Fellow presso la Facoltà di Farmacia dell’Università di Sydney.
La plastica e le microplastiche sono ormai ovunque. Le minuscole particelle sono state trovate nell’acqua, nell’aria, nel terreno e persino nel corpo umano, con studi che hanno collegato la loro presenza a effetti negativi per la salute. Inoltre, le stime dell’OCSE dipingono un quadro allarmante per il futuro: senza azioni globali ed efficaci, le 460 milioni di tonnellate di plastica registrate nel 2019 potrebbero raddoppiare entro il 2040.
“La plastica rappresenta un pericolo per la salute in tutto il mondo, poiché colpisce numerosi apparati dell’organismo e aumenta il tasso di malattie croniche, tumori e infertilità”, ha affermato il dott. Chartres. “L’Assemblea delle Nazioni Unite per l’ambiente ha deciso nel marzo 2022 di negoziare un trattato sulla plastica che obbligherebbe gli stati membri a porre fine alla produzione di plastica a causa dei suoi pericoli per la salute umana”.
“Tuttavia, nonostante l’importanza della salute nel guidare gli sforzi per gestire l’inquinamento da plastica, l’attuale testo di trattato proposto presenta gravi lacune che mettono a rischio la salute umana a causa di sostanze chimiche pericolose e plastica”, ha concluso il dott. Chartres.
Inquinamento da plastica, le 8 raccomandazioni degli esperti sanitari per il Trattato globale
Nell’editoriale, il dott. Chartres e i suoi coautori hanno stilato un elenco con otto raccomandazioni indirizzate ai partecipanti al prossimo incontro intergovernativo di negoziazioni, affinché ne tengano conto per la stesura del Trattato che dovrebbe finalmente porre fine – o almeno ridurre – l’inquinamento da plastica.
Secondo gli esperti, il trattato deve:
- Proteggere la salute e l’ambiente come obiettivi fondamentali del trattato;
- Obbligare a considerare i rischi e gli impatti sulla salute in tutti gli obblighi e le decisioni dei trattati pertinenti;
- Concentrarsi sulla limitazione e riduzione della produzione di plastica e incentivare le alternative;
- Porre fine alla produzione e all’uso di sostanze chimiche tossiche in tutte le materie plastiche e garantire alternative sicure e prive di tossine, impedendo al contempo la sostituzione di sostanze chimiche pericolose simili;
- Eliminare le emissioni e i rilasci tossici in tutte le fasi del ciclo di vita della plastica, vietando anche il riciclaggio della plastica contenente sostanze chimiche tossiche;
- Richiedere rendicontazione, trasparenza e rendicontazione sulla produzione e sui rifiuti di plastica, sulle importazioni e sulle esportazioni (inclusi i prodotti chimici associati);
- Utilizzare tutti i meccanismi di finanziamento per attuare il trattato, compresa la responsabilità estesa del produttore e il principio “chi inquina paga”;
- Rifiutare le esenzioni generali, tra cui l’uso della plastica nell’assistenza sanitaria (una delle principali fonti di rifiuti plastici), garantendo al contempo che i medicinali e i prodotti sanitari essenziali restino accessibili e convenienti per coloro che ne hanno bisogno.


