‘Proud to Bee quarry’ è il progetto della Regione Umbria nato per tutelare la biodiversità e rigenerare il territorio attraverso il posizionamento di arnie all’interno della cave regionali. L’assessore regionale all’Ambiente De Luca: “Progetto a costo zero all’avanguardia nel panorama nazionale”
In Umbria sono già 223 le arnie installate in circa 30 cave e miniere nell’ambito del progetto regionale ‘Proud to Bee quarry’.
All’avanguardia nel panorama estrattivo nazionale e praticamente unico nel suo genere, il progetto nato con l’obiettivo di favorire l’incremento della biodiversità, è stato presentato a Perugia, presso la sede della regione Umbria.

L’obiettivo è quello di coniugare il mondo apistico con quello delle cave e delle miniere, attraverso il sistema delle prescrizioni ambientali che possono essere previste nelle autorizzazioni alle attività estrattive, ma anche tramite il convincimento che si sta diffondendo tra gli operatori che questo binomio apporti un reale e concreto beneficio ai territori nei quali insistono le attività imprenditoriali legate all’estrazione dei materiali.

I dettagli e gli sviluppi di questo percorso destinato a diventare una rete di biomonitoraggio sono stati illustrati dall’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca e dal capo della polizia mineraria regionale, Ing. Simone Padella.

Si tratta – ha detto Thomas De Luca – di un progetto unico nel suo genere al quale abbiamo ridato la giusta importanza e che ha portato alla realizzazione di una rete di apiari installati in cave e miniere, sia in attività che al momento della loro dismissione, per agire in modo fattivo a favore dell’incremento della biodiversità”.
“Molto presto – ha aggiunto De Luca– riusciremo ad utilizzarlo anche come rete di biomonitoraggio ambientale, attraverso l’analisi delle sostanze presenti nel miele che queste api producono”.
“Un progetto a costo zero- ha spiegato Thomas De Luca– e la cui diffusione contiamo possa diventare una best practice a livello nazionale”.
“L’iniziativa- ha continuato- nasce dalla professionalità dei nostri servizi, è un progetto del quale come Regione dobbiamo essere orgogliosi”.
“Proud to Bee quarry – ha sottolineato l’assessore De Luca- si inserisce nel paradigma della nostra linea di governo, perché non possiamo più limitarci a smettere di inquinare e degradare l’ambiente, ma dobbiamo sostenere una nuova idea, la rigenerazione dei territori e delle nostre matrici ambientali”.
“Con questo progetto– ha ribadito De Luca – l’Umbria diventa modello per l’Italia. Lo lanciamo pubblicamente anche sullo scenario nazionale ponendo l’Umbria come avanguardia”.
“Partendo dalla lettura dei risultati di alcuni studi e analisi – ha evidenziato l’assessore– è stata sviluppata una integrazione dei progetti di riambientamento delle cave che ora prevedono interventi di rinverdimento con essenze mellifere e pollinifere per dare cibo alle api, oltre che l’installazione di arnie”.
L’ingegnere Capo della Polizia Mineraria regionale, Simone Padella, ha descritto gli aspetti più tecnici del progetto, spiegando come sia prevista “la reintroduzione della specie Apis Mellifera Ligustica, una specie di ape che era anche minacciata dall’estinzione, così come anche nelle prescrizioni legate al rimboschimento si tiene conto di quali siano le piante più adatte legate al nutrimento delle api stesse”.
“Quella umbra – ha precisato Simone Padella- rappresenta la prima rete di queste dimensioni di apiari posizionati in corrispondenza delle attività estrattive, ne stiamo già osservando i benefici a livello di velocizzazione nel recupero dei territori in cui ci sono le arnie e voglio anticipare che stiamo pensando ad un evento in cui il miele prodotto possa essere degustato e magari venga premiato quello che risulti essere il miglior miele di cava”.
Il progetto, al momento, interessa più di trenta aree estrattive sulle 67 totali.
“Abbiamo già raggiunto l’obiettivo di arnie fissato per il 2026 e siamo già pronti alla sfida del secondo obiettivo, usare la rete anche in maniera diversa, per il biomonitoraggio dei microinquinanti”, ha affermato l’ingegner Padella, ricordando che le arnie installate sono 223 (nel 50% delle cave attive), quasi raddoppiate rispetto alle 120 presenti a giugno 2024.
La seconda fase del progetto prevede infatti l’analisi di miele ed api per vedere il tenore dei metalli pesanti che danno indicazioni sulla salute del territorio umbro.
L’assessore De Luca, in conclusione, rimarcato che “all’interno del territorio non avremo solo una produzione di miele, ma anche un bioindicatore della qualità ambientale”.


