240 esemplari di Husky sono rinchiusi in un allevamento di Ponzano Romano. Sulle loro condizioni di salute non si sa nulla, per questo il Collettivo Voce Animale e molte altre associazioni animaliste hanno manifestato davanti alla Procura di Rieti. Già nel 2021, denunciano, 110 animali furono ritrovati richiusi in gabbie in condizioni precarie all’interno dell’allevamento, gli attivisti temono che la stessa sorte sia capitata ai cani presenti nella struttura.
L’avvocato David Zanforlini, difensore di Animal Liberation, e in rappresentanza dei difensori di LEAL e OIPA, che hanno sporto denuncia lo scorso settembre, spiega: “Il maltrattamento è un reato istantaneo e ha effetti permanenti. Quindi, anche se il proprietario ha dichiarato che lo stato di sofferenza dei cani era imputabile a una sua assenza giustificata da condizioni di salute critiche, il reato era sussistente, a mio avviso, e non avrebbe dovuto finire con una prima archiviazione da parte del GIP. La Procura non impugnò il provvedimento e oggi ci ritroviamo con un numero di cani ormai quasi triplicato (risultano nascite anche dopo l’accesso di febbraio 2025). Ho fatto richiesta al Comune di Ponzano Romano e Asl 4 di Roma per sapere se questo allevamento abbia mai ceduto cani, ma non ho avuto risposta. In seguito alle denunce effettuate lo scorso 25 gennaio si è svolto l’ennesimo sopralluogo all’interno dell’allevamento, un’ingente mobilitazione delle forze dell’ordine, ma la Procura non ha ancora sciolto il riserbo sull’esito degli accertamenti. Le istituzioni hanno il dovere di garantire benessere e diritti degli animali”.


