Malattia o morte dell'animale domestico, AVS propone congedi e permessi retribuiti

Malattia o morte dell’animale domestico, AVS propone congedi e permessi retribuiti

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Congedi e permessi retribuiti in caso di malattia o di morte dell’animale domestico. Dori (AVS): “Una proposta di legge di civiltà”.

Qualcuno corre lungo i sentieri del parco, qualche altro riposa sotto gli alberi del giardino e qualche altro ancora gioca con la palla sul divano di casa. Gli animali domestici sono i membri perfetti della famiglia. Oltre 65.000.000 i pet residenti nelle case d’Italia, almeno secondo il Rapporto Assalco-Zoomark 2025, tra cani, gatti, uccelli, pesci, rettili e piccoli mammiferi. In caso di una loro grave malattia, assisterli diventa un obbligo per restituire l’affetto disinteressato ricevuto. La loro scomparsa, inoltre, causa un dolore lancinante. Proprio per questo, attraverso la presentazione di una proposta di legge (pdl), il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), Devis Dori, chiede congedi e permessi retribuiti per patologia o decesso degli amici a quattro zampe.

Una proposta di legge (pdl) per le lavoratrici e i lavoratori residenti in Italia con l’obiettivo di creare permessi retribuiti fino a otto ore all’anno in caso di malattia del proprio animale domestico o congedi retribuiti fino a tre giorni all’anno in caso di morte del proprio animale domestico. Fino a oggi, oggetto del provvedimento sono cani e gatti con la prospettiva futura di includere ulteriori pet presenti all’interno del nucleo familiare. Sappiamo benissimo il tormento psicologico di uomini e di donne a seguito della patologia o del decesso di Fido o di Micio. Tutelare queste lavoratrici e questi lavoratori è necessario. Al contempo, però, ed è bene sottolinearlo, esistono realtà che prevedono già congedi e permessi retribuiti nelle loro contrattazioni aziendali. Norme di civiltà da adottare, soprattutto in questo periodo storico, a livello nazionale”, dichiara a Teleambiente il parlamentare.

 

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Bocconi con chiodi o veleno: come difendere gli animali? I consigli del medico veterinario

Fare una passeggiata assieme al proprio cane in città, in un parco o in un bosco significa rinsaldare un’amicizia speciale. Tra ciuffi d’erba, foglie cadute dagli alberi e rami secchi ammassati, però, Fido può trovare polpette contenenti aghi, spilli o veleno. A mettere queste esche capaci di uccidere il cucciolo in pochi minuti sono esseri umani senza scrupoli.

Tra i pet rimasti vittime del fenomeno tanto odioso quanto inquietante, anche il cane Bruno morto a Taranto, in Puglia, il 4 luglio 2025, dopo avere ingerito un boccone con chiodi. Un animale speciale riuscito a ritracciare, attraverso il suo inconfondibile fiuto, nove persone scomparse. Un vero e proprio eroe a quattro zampe, dunque, premiato anche dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni. Non a caso, sui social lo stesso Premier, dopo avere ringraziato il cane Bruno per la sua missione, condanna il gesto vile, codardo e inaccettabile.

Ma che cosa fare se il nostro pet ingerisce una polpetta contenente aghi, spilli o veleno?

In caso di ingoio di un boccone con sostanze tossiche, possiamo provare a fare vomitare il cucciolo. Il mio consiglio, però, è di andare sempre dal medico veterinario. Il motivo? In caso di ingestione di una polpetta con chiodi, l’induzione del vomito potrebbe causare una perforazione esofagea o gastrica. Questi sono veri e propri corpi estranei da rimuovere, attraverso endoscopia o chirurgia. Di certo, le persone che mettono bocconi contenenti aghi, spilli o veleno in parchi pubblici o in giardini privati, oltre a non avere cuore, compiono gesti bruttissimi con conseguenze gravissime. Prevenirli significa, a mio parere, aumentare non solo le pene, ma anche la sensibilizzazione sul tema. Attraverso l’entrata in vigore della Legge numero 82 del 6 giugno 2025, cioè della Legge Brambilla, le sanzioni in caso di maltrattamento sugli animali sono più severe. Ribadisco, però, che è necessario ripartire dalle basi. Oggi come oggi quasi tutti hanno un cane in famiglia. Fondamentale, a maggior ragione, coinvolgere anche le scuole, affinché possano sensibilizzare bambini e adolescenti al rispetto dei cuccioli. Nella società c’è sempre la mela marcia che, però, va eliminata, per evitare che contamini anche le altre”, spiega a Teleambiente il medico veterinario Luca Giansanti.

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