PFAS nei capi d’abbigliamento: richiamati alcuni indumenti per bambini e adulti della catena di fast fashion francese Kiabi.
In Francia sono stati richiamati diversi capi d’abbigliamento del marchio Kiabi – nota catena di fast fashion – per la presenza di PFAS.
Le sostanze per-e polifluoroalchiliche trovate negli indumenti, sono composti chimici ampiamente utilizzati in vari settori industriali, tra cui quello tessile, ma sono noti anche per essere molto persistenti nell’ambiente e perché sono stati associati a effetti negativi per la salute umana. I cosiddetti “inquinanti eterni” sono stati trovati in vestiti per bambini e adulti. Il ritiro è stato reso noto dalla piattaforma RappelConso e riguarda prodotti venduti in Francia durante il 2025.
Il richiamo si riferisce al mercato francese, ma anche sul sito italiano del marchio di fast fashion sono stati pubblicati avvisi per il ritiro di alcuni capi, tutti con la stessa motivazione: “Presenza di sostanze chimiche (PFAS) a livelli superiori a quelli autorizzati”.
La multinazionale di abbigliamento a basso costo, fondata nel 1978 a Roncq, in Francia, è presente in oltre 18-25 Paesi nel mondo con oltre 600 negozi a livello mondiale.
I capi oggetto del ritiro sono una tutina imbottita da neonato, una giacca a vento con cappuccio bianca e altre giacche a vento da uomo e da donna.
I PFAS vengono utilizzati nel settore dell’industria tessile per rendere i materiali antimacchia o idrorepellenti, ma a livello europeo l’attenzione sulla pericolosità di questi composti chimici è sempre più alta.
L’esposizione a queste sostanze infatti, può causare gravi danni alla salute. Essendo degli interferenti endocrini, i PFAS sono correlati al rischio di contrarre alcune forme di cancro femminile (utero, ovaie, seno). Sono poi associati al rischio di tumori ai testicoli, ai reni, a danni alla fertilità e possono favorire alti livelli di colesterolo
Proprio in Francia, da gennaio 2026, è entrato in vigore il divieto di vendita di abbigliamento, cosmetici e altri prodotti contenenti “inquinanti eterni”. Alcuni articoli chiave, come pentole e padelle antiaderenti, sono invece rimasti fuori dall’elenco.


