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Ponte sullo Stretto, nuovo stop della Corte dei Conti

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I magistrati contabili hanno bocciato anche il decreto del MIT sui rapporti tra il Ministero e la società concessionaria Stretto di Messina. Nella maggioranza e tra i sostenitori del Ponte c’è divisione tra chi si dice ottimista e chi lamenta la presunta ingerenza della Corte dei Conti in questioni politiche. 

Nuovo stop della Corte dei Conti al Ponte sullo Stretto di Messina. Dopo la bocciatura della delibera del Cipess che aveva approvato definitivamente il progetto, la magistratura contabile ha detto no anche al terzo atto aggiuntivo, quello che regola i rapporti tra il Ministero dei Trasporti e la società concessionaria, Stretto di Messina. Una notizia che ha sorpreso pochi, anche perché si tratterebbe di uno stop collegato al primo, quello che non aveva dato l’ok alla delibera del Cipess.

Nello specifico, è stato bocciato il decreto ministeriale del primo agosto scorso, adottato dal Ministero dei Trasporti di concerto con quello dell’Economia e delle Finanze, e anche se si attende la pubblicazione delle motivazioni, in pochi restano stupiti, a cominciare da Matteo Salvini e dai vertici della società Stretto di Messina. Che resta comunque ottimista sulle proprie buone ragioni e sulla possibilità di fornire tutta la documentazione necessaria per i chiarimenti e gli approfondimenti sollevati dalla Corte dei Conti.

Dopo il nuovo stop al Ponte sullo Stretto, le inevitabili reazioni anche a livello politico. Tra gli esponenti della maggioranza e i sostenitori dell’opera, c’è stata una divisione tra chi ha lamentato la presunta ingerenza della Corte dei Conti e chi invece si è detto ottimista e fiducioso che tutto possa essere risolto per il meglio, anche in breve tempo. Più compatto, invece, il fronte delle opposizioni, che da tempo e a più riprese attaccano Matteo Salvini e l’investimento ‘monstre’, da almeno 13,5 miliardi di euro, per l’infrastruttura.

La Corte dei Conti ha bocciato l’atto aggiuntivo con il quale si regola il piano economico e finanziario per la realizzazione del Ponte sullo Stretto. È la seconda bocciatura da parte dell’organismo di controllo dello Stato” – ha spiegato Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale di Europa Verde, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e tra i principali oppositori alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina – “Voglio dire chiaramente alla presidente Meloni e a Salvini: fermatevi, non potete utilizzare 14 miliardi di euro degli italiani in questo modo superficiale e illegittimo. Fermatevi, altrimenti saremo costretti a denunciarvi anche alla Procura europea“.

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